I diari del Salento/3

4 Pietre allusive in Terra d’Otranto

Di Gabriele Manca from Lizzanello

Sin dalla preistoria, la Terra d’Otranto (i cui confini arrivavano fino al Brindisino) non si è fatta mancare una commistione fra sacro e profano (meglio dire, sfera sessuale).

Se oggi le estasi salentine sono caratterizzate da balli sfrenati su canzoni pseudo-religiose (‘Eh Santu Paulu miu te le tarante ca pizzichi le caruse a ‘mmienzu all’anche’), anche l’uomo preistorico non si è sottratto a questa consuetudine. Infatti non è raro, vagando nella campagna salentina fra uliveti secolari o nel bel mezzo di una chiesa o di un paese, imbattersi in monumenti dalle forme più strane, alcune veramente strane, quasi falliche.

Ed è proprio girovagando da chisura in chisura (da campagna in campagna) che il grande Cosimo de Giorgi (illustrissimo compaesano) stilò una lista dettagliatissima e precisa di tutti i monumenti megalitici.

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Ma Cosimo era già così avanti da avere il tom tom? Questi monumenti sono diffusi in tutta la penisola salentina e nel Barese e, strano ma vero, anche nelle lontane Normandia e Bretagna. Ci saranno stati dei contatti nel passato, misteri risolti nella nuova puntata di Voyager!!!

In linea di principio ci sono 4 diverse forme di monumenti megalitici in giro per il Salento: dolmen, menhir, specchie e strane pietre forate (pietra di San Vito a Calimera). Da novelli Cosimi de Giorgi mettiamoci in cammino ricordando di chiedere spesso indicazioni agli autoctoni altrimenti con i cartelli “Tutte le direzioni”… Ciaone!!!!

1. DOLMEN
In breve il dolmen consiste in una serie di pietre verticali gigantesche, sulle quali è adagiata (ticimu cussine) una lastra pesantissima (come l’avranno sollevata poi non si sa… Boh gli alieni!!!!), insomma come si dice in dialetto 4 petre mise an cruce cioè senza malta.

Ma a cosa servissero ancora è un mistero: alcuni dicono come sepolcro, altri come riparo, altri ancora come costruzioni religiose… speriamo a presto la risposta definitiva da parte degli studiosi.

Ad ogni modo queste tracce di misticismo preistorico sono molto apprezzate da turisti in vacanza nel Salento tanto che “a volte sti turisti rompono eh”, avrà pensato il proprietario della campagna a Cocumola, quando ha pensato bene di abbattere il dolmen. Bah, No Comment!!!!

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Aiutoooo un pazzo nel Dolmen Placa. Chiudete quella porta, non fatelo più uscire!!!!

Una piccola curiosità, anche se fuori contesto preistorico: a Patù esiste un monumento con struttura simile ai dolmen, di elevato interesse storico, chiamato le Centopietre. Si trova di fronte alla bellissima chiesa di San Giovanni, esempio notevole di romanico pugliese.

Le Centopietre è un monumento funebre risalente al IX secolo, eretto in onore di un generale, costruito con pietre megalitiche derivante dalla vicina collina di Vereto (antica città messapica nelle vicinanze di Patù).

centopietre
Centopietre-Patù

2. MENHIR

Eh qui le allusioni sono al massimo!!!

Si tratta di lunghe pietre in posizione eretta verso il cielo, per onorare chissà quale divinità, oppure poste in determinati punti cruciali per chissà quali ragioni magico religiose.
Il nostro amico Cosimo ha catalogato tantissimi menhir nella provincia di Lecce, anche se, ahimè, alcuni sono stati abbattuti oppure sono crollati per erosione del terreno.

Ovviamente, sempre alla luce dell’intrigo fra religione e paganesimo tipica di noi Salentini, in alcuni casi una croce sulla sommità della pietra ha permesso il cambio di casacca et voilà il menhir è diventato un monumento cristiano.

Piccola curiosità: da Giuggianello, seguendo le indicazioni si arriva in località Quattromacine dove si trova un menhir disteso (oltre che una bellissima Masseria /B&B).

3. SPECCHIE

Il toponimo Specchia è particolarmente diffuso nel Salento: Torre Specchia, Specchia Gallone e Specchia… ma voi non date retta alle indicazioni di direzione blu, focalizzatevi su quelle marroni (se ci sono, altrimenti noleggiate un autoctono/a, ma attenti alla scelta).

Le specchie sono dei cumuli di pietra. Quale funzione avevano e soprattutto a che epoca risalgono?

Alcuni le datano in età preistorica con funzione di sepoltura, altri invece in età medioevale con ruolo di vedetta.

Particolarmente bella è la Specchia dei Mori, sulla strada tra Martano e Caprarica, da cui nelle giornate terse si possono ammirare le cime innevate dei monti albanesi. Eh chissà se il suo toponimo derivi proprio dal la funzione di avvistamento degli invasori dal mare in epoca tardo medioevale.

4. Chiesa di San Vito

E’ Pasquetta, sei in vacanza oppure sei sceso per Pasqua nel Salento, non sai cosa fare nella mattinata prima di andare a fare un picnic, allora una tappa obbligatoria è a Calimera in una piccolissima chiesa di campagna dedicata a San Vito.

Dopo una piccola passeggiata tra uliveti, arrivi in uno spiazzo in cui si svolge la festa in onore di San Vito Martire. Entri in chiesa tra una moltitudine di gente e vedi una pietra forata antichissima, a forma di utero, con una persona che la attraversa. Anzi, i bambini fanno a gara a chi passa più volte.

Questo è il retaggio di un antico rito propiziatorio di fecondità: il passaggio attraverso la pietra favorirebbe la fertilità. Il tutto è scandito dal suono di tamburelli indiavolati di pizzica proveniente dall’aia antistante la chiesetta.

Ed ecco forse la vera anima del Salento: un continuo pendolo fra religiosità e riti ancestrali da cui lasciarsi trasportare.

Arrivi davanti alla pietra e ti chiedi che fare: passo o non passo? alla fine trasportato dall’atmosfera ci provi, male che vada cercano di tirarti fuori prendendoti dalla gambe, dopo aver chiesto a qualcuno “ Eh mo ce fazzu???”

Passano gli anni e questo rito mantiene intatta tutta la sua magia.
Un consiglio: se siete nei dintorni il un giorno di Pasquetta fate anche un giro in quel che rimane del bosco adiacente la chiesa e una visita alla chiesetta rupestre di San Biagio in prossimità del cimitero.
Comunque, se vi trovate in prossimità di Calimera in un giorno diverso da Pasquetta, scrivete o telefonate alla Pro Loco di Calimera (0832 872412), dove persone cordialissime saranno ben liete di farvi da guida in questo singolare monumento.

Visto che si è citata la Pro Loco di Calimera, colgo l’occasione per citare altri due eventi da non perdere:

  • 1 maggio: Kurumuny (in griko, germoglio d’ulivo), una bellissima festa che dura tutto il giorno nelle campagne tra Calimera e Martano , musica, mieru e  cibo salentini in abbondanza.
  • intorno al 20 Giugno: La Festa dei lampioni (per aggiornamenti vedi pagina Facebook Accademia dei volenterosi)

ottobre16-gennaio17 610 - CopiaUltima consiglio. Avete una domenica libera ed il tempo è perfetto per una scampagnata?

Allora prendete l’auto e raggiungete Giuggianello sulla strada fra Muro Leccese e Santa Cesarea Terme. Giuggianello, seppur il più piccolo comune della provincia leccese, conserva tra ulivi con rami sinuosi uno dei più bei siti megalitici noti come I Massi della Vecchia.

I Massi della Vecchia sono dei massi che fuoriescono dalla Madre Terra dalle forme più strane come retaggi di una antichissima popolazione di giganti.

Per l’uomo preistorico era un luogo magico come lo era anche tutto il circondario dei comuni di Giurdignano e Minervino, disseminati da menhir e dolmen. Allora armatevi di zainetto in spalla, scarpe da trekking e tanta buona volontà e partite alla scoperta del giardino preistorico d’Italia.

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Qui si chiude l’articolo di Gabriele, ma, visto che sono state nominate tutte le pietre antiche ed  allusive, vorrei citare anche le pietre più “moderne” che sono anche quelle che incontrerete più spesso:

Le Pagghiare (non so se i salentini lo scriverebbero così).

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Pagghiara Ramirez- San Foca

Le Pagghiare sono la versione salentina dei più noti Trulli della val d’Itria e da questi si differenziano sostanzialmente perché i trulli sono abitazioni, mentre le pagghiare sono nate come “depositi” per gli attrezzi, anche se in realtà sono spesso servite da rifugio e giaciglio per i contadini che dalla campagna potevano non rientrare al paese. Per questo, pur essendo più semplici dei trulli, spesso sono dotate di camino e altre comodità che le rendevano abitabili.

Come unico commento all’articolo di Gabriele, posso dire di essere fiera di avere noleggiato “l’autoctono giusto” che come sempre ha una conoscenza smisurata e dettagliata della sua terra … motivo per cui lo prego di continuare a scrivere pagine di diario e a portarci a spasso per il salento. Quello che avete appena letto..è la cronaca di un “Manca Tour”.

Essendo i “Manca Tour” viaggi di nicchia per pochi eletti, vi do un consiglio per non sbagliare.

Ogni weekend è possibile fare splendide gite a metà tra lo sport e la cultra in luoghi dove non potreste arrivare se non accompagnati da guide esperte. Francesco, Daniele e.. (mi scuseranno gli altri tre perchè non  ricordo i nomi!) organizzano trekking  per il salento con “lezioni” di botanica, geologia, archeologia, storia o architettura...a seconda del luogo in cui ci si trova.

Visto che ci si può iscrivere anche all’ultimo minuto con un sms…se siete in salento, date sempre un’occhiata alla pagina:

Naturalmente Salento

Quando io tornerò a scrivere di mio pugno, sicuramente vi farò la cronaca di qualche recente gita con loro.

A presto,

Baci Renèreniramirez

I testi e le foto sono di proprietà esclusiva di Gabriele e Renata. Cliccando sul tag “I diari del Salento” avrete accesso a tutte le pagine di tutti i diari di Renè su questa meravigliosa terra assolata.

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