I diari del Salento/2

Sulle strade

di Renata Fortunati

Fotografie di Gianfranco Ramirez, Giulio Conte, Daniele Cervelli, Andrea Bertolotti e Lorenzo Figna

02 I 2016. Centro Storico di Lecce

R: Oggi Giulio e Gabriele ci portano a fare un tour in posti che non ho ancora visto!
B: Ren, ma noi a Lecce non siamo mai stati, dici che ci conviene restare in città a visitarla?
P: Berto, Lecce la puoi vedere quando vuoi, anche da solo. Un giro così, con gente del posto, quando ti ricapita…?

Alla fine, Paolo ha sempre ragione.                                                                                                 Questo è il motivo per cui non vi parlo subito di Lecce.

Ci sono strade che, se ignorate, potreste non conoscere mai.                                                        Ci sono immagini che attraverseranno la  vostra corteccia visiva per pochi secondi, filtrate dal finestrino dell’auto. Se nessuno ve ne avrà parlato,  voi rischierete di non fermarvi e perderle; se io che ne sono rimasta incantata non ne scrivo, rischierò di perderne i dettagli nei meandri della memoria…e di non riuscire a riportarvici.

Andando a zonzo in auto  per il Salento, spesso senza meta, ho percorso strade bellissime,  dei non-luoghi tutti uguali e tutti unici. Quando le strade iniziano a farsi un po’ più tortuose e strette, di solito ci si avvicina ad un luogo, che forse ha un nome sconosciuto, ma spesso è sorprendentemente bello, con almeno una chiesa barocca, un castello o una torre di avvistamento…

strade-di-ulivi-costa-ionica-3
Strade sterrate

In questo mio vagare  a caso, ho incontrato strade con cui ho vissuto  solo un’avventura, altre di cui mi sono innamorata e  che, per ora, non mi hanno ancora annoiata. Di queste voglio parlarvi

  1. East Coast: Litoranea  Otranto- Santa Cesarea.

linea-otranto-santa-cesarea
Linea Otranto/Santa Cesarea

 

Questa, nella mia classifica emozionale,  supera in bellezza la Grand Corniche in costa azzurra e la famosa litoranea livornese  de “Il sorpasso”.

east-coast

Uscendo da Otranto, dopo un paio di svincoli, vi ritroverete su una strada incredibile dove a sinistra vi sembrerà di toccare l’acqua del mare, illuminata dalla luce del sole che là sorge e crea sfumature d’oro, di rosa  e d’arancio sull’acqua; a destra il paesaggio non sarà più una regolare distesa di ulivi argentei, ma un alternarsi di terra rossa, rocce scoscese bianche e nere, gialle e brulle “colline”, prati verdi delimitati da muretti a secco e punteggiati di fichi d’india e  masserie abbandonate….

Da Nord a Sud incontrerete  la baia delle Orte, Capo d’Otranto con il Faro di Palascia, le impervie scogliere di  torre Sant’Emiliano, Porto Badisco e infine, quando inizierete a sentire l’odore acre dello zolfo, vedrete emergere dal  blu una cupola moresca e…No, non avrete attraversato lo Stige né  valicato i confini d’Europa, sarete semplicemente  giunti  a Santa Cesarea Terme.

s-cesarea-terme-dinverno
S. Cesarea Terme

Santa Cesarea Terme è per me il luogo più scenografico del Salento. La litoranea scende per dolci tornanti e si fa lungomare.

Fuori stagione troverete solo motociclisti e forse due  bar aperti la domenica. Io adoro e consiglio di venire qui d’inverno, ma anche durante l’estate a S. Cesarea  si riesce ad assaporare il rumore del mare in quell’atmosfera un po’ decadente che trova la sua massima espressione nel meraviglioso e scolorito “Palazzo Sticchi”.

Costruito alla fine del XIX secolo in stile moresco, Palazzo Sticchi è attualmente ancora abitato. Troverete una descrizione dettagliata sul tamburo che si trova sul lato del palazzo di fronte al ristorante “Il Villino” (dove non ho mai pranzato, ma credo che ne valga la pena, fosse anche solo per la vista dalla terrazza : Via Umberto I, 1, Tel:0836 944202) .

Se palazzo Sticchi è ciò che rimane più impresso nella mente, il vero motivo per cui è nota Santa Cesarea sono le acque sulfuree naturali. Le terme sono comunali e l’accesso è gratuito per fini terapeutici. Purtroppo, ogni volta che mi trovo lì, mi chiedo come sia possibile che nessuno abbia pensato a creare una lussuosissima Spa, con sauna vista mare, nel palazzo delle terme. Di fatto è così. La Spa è solo nelle mie fantasie.

E allora, mi devo “accontentare” di  andare a bere qualcosa  al “Caicco”, una serie di terrazze senza soluzione di continuità con la scogliera che di giorno è lo stabilimento balneare connesso alle terme (e tra l’altro ha dei prezzi abbordabilissimi: 1 lettino ad Agosto, 4 euro)  e nelle sere d’estate si trasforma spesso in discoteca, sperando che nell’estate 2017 sia ancora aperto perché recentemente abbiamo notato  degli insoliti “lavori in corso”(via Roma 18) .

Ritornando verso Nord, incontrerete Porto Badisco, una profonda e stretta baia formata da due alte scogliere che terminano in una spiaggetta altrettanto stretta e profonda spalleggiata da un tripudio di pini marittimi e piante dal sapore tropicale. Si mormora che qui sia approdato Enea, anche se i brindisini non sono d’accordo.

Guardando Porto Badisco dall’alto, non lasciatevi ingannare  dal colpo d’occhio! Perché  durante l’inverno sembra un luogo desolato di scarso interesse,   d’estate sembra solo  una distesa di corpi in costume senza alcuno spazio per voi che guardate…e in effetti, lo è. Forse non troverete un posto per stendere l’asciugamano, ma vale comunque la pena di fermarsi, almeno per una nuotata.

gambe-santa-caterinaNon appena vi butterete in mare sentirete che tutto lo stress se ne va;  l’acqua verde, che stranamente si fa più calda allontanandosi dalla riva, vi avvolgerà e  l’affollamento della spiaggetta si farà sempre meno fastidioso. Credo sia per questo motivo che il bar “L’approdo di Enea” ha una super dotazione di pedalò da affittare.

Se arrivate all’ora di pranzo, d’estate o d’inverno, fermatevi sulla strada, prima di scendere, per prendere un buonissimo panino alla salumeria/alimentari del paese, nonché unico esercizio commerciale aperto fuori stagione.

Vi segnalo anche che sopra alla scogliera di sinistra guardando il mare, si trova “La Grotta dei Cervi”, un groviglio di grotte e caverne ove sono stati ritrovati pittogrammi preistorici in guano di pipistrello ed ocra raffiguranti scene di caccia e risalenti al Neolitico. Al fine di mantenere il microclima che ha permesso che tutto ciò si conservasse la grotta non è aperta al pubblico e quindi, arrampicandomi sulla scogliera, sono riuscita a vedere solo la recinzione che delimita il parco.

Ancora più a nord, verso Otranto vedrete allargarsi lo spazio che vi separa dal mare e la scogliera a picco lascerà il posto  ad una  radura aspra e giallastra d’estate che digrada verso il mare solcata da una strada sterrata e polverosa e termina in una sorta di collina con torre di avvistamento.

torre-san-emilianiSe imboccate la strada, lascerete l’auto in uno slargo per proseguire a piedi verso le scogliere di Torre sant’Emiliano: qui la roccia non è bianca, ma è grigio scuro; non è friabile, ma dura ed appuntita; camminarci sopra è difficile, stendersi senza un materassino è permesso solo ai fachiri, tuffarsi con facilità solo agli atleti…ma in piena estate, quando il resto del salento è imballato di gente, qui  si riesce a nuotare nel silenzio, in acque fresche, limpide,  color blu scuro. Vale lo sbatti.

Fuori stagione, è una delle tante mete per una bella passeggiata, soprattutto per chi ha voglia di fare  fotografie, perchè la vista è spettacolare.

mine-vaganti-02-01-7
Masseria Cippano
mine-vaganti-02-01-11-copia
Masseria Cippano

Proprio all’altezza di torre Sant’Emiliano, volgendo lo sguardo verso l’entroterra, potrete scorgere una masseria abbandonata alla quale si accede a piedi per una stradina: Contrada Cippano, lasciando l’auto più o meno a bordo strada. La Masseria di Cippano è attualmente proprietà del Comune di Otranto, è di epoca medievale e pare che fosse in diretta comunicazione con torre sant’Emiliano dalla quale poteva ricevere l’allarme in caso di attacco da parte dei Turchi…paradossalmente, a riportarla in voga è stato il regista turco  Ferzan Ozpetek, che lì ha girato alcuni flashback del film Mine Vaganti . mine-vaganti-02-01-4-copiaSebbene in salento siano disseminate tantissime masserie abbandonate, questa è veramente molto affascinante e vi consiglio di spendere mezz’oretta per visitarla, chiudere gli occhi e sognare, riaprire gli occhi e ritrovarsi di fronte il mare.

mine-vaganti-02-01-6
Vista dalla Masseria Cippano

 Di ciò che incontrerete continuando a salire, vi parlerò in una pagina di diario dedicata alla splendida Otranto.

2. West Coast– Litoranea S.Caterina-Gallipoli  

Tutte le volte che arrivo a  Santa Caterina (Nardò),  vengo colta da un’inspiegabile pace dei sensi, mi dirigo subito alla balaustra che sta sopra il lido Beija Flor ed inizio a fissare il colore dell’acqua che, vi giuro, è diverso da qualunque altro io abbia mai visto.

IMG-20170408-WA0021A quel punto decido di scendere la scaletta, nella speranza di riuscire ad  affittare un costosissimo lettino-fouton (30 euro 2 lettini + 1 utilissimo ombrellone ad agosto 2016, ma non sono lettini normali …lo scoprirete, e inoltre sono  pochissimi perciò vi consiglio di prenotare:328 1772984) , ma spesso sono terminati e devo ripiegare su un più economico “cuscinone da scoglio”. Ogni volta, ringrazio il mio amico Lollo che mi ha fatto scoprire questa meraviglia.

beija-flor-s-caterina-2
L’ora dell’aperitivo al Beija Flor . Santa Caterina

Di solito non mi sposto fino all’ora dell’aperitivo; cioè fino a dopo l’aperitivo, perché i cocktail del Beija Flor sono buonissimi. Tutto questo per dire che…. Se decidete di percorrere questa strada d’estate, sarà molto difficile lasciare santa Caterina….ma dovete farcela!

Abbandonate il vostro drink, salite la scaletta e percorrete a piedi la litoranea in direzione Nord finché non finisce (circa 500 metri) .

16711637_10154266693163483_1061725080002270464_n
Beija Flor

Guardate il tramonto dalla “rotonda sul mare” (dal Beija Flor non si vede!!) e, mentre il mare si colora di rosso, alla vostra destra vedrete la  sagoma della Torre dell’Alto, il limite a Sud della riserva naturale di Porto Selvaggio, di cui forse  vi parlerò a primavera, dopo esserci tornata per qualche passeggiata.

torre-dellalto
Torre dell’Alto

Ora potrete salire  in auto per  dirigervi  a Sud, sulla litoranea in direzione Gallipoli.

Per prima cosa  girerete intorno alla graziosa  Santa Maria al Bagno, dove incontrerete “le 4 colonne”, cioè i bastioni (quel che resta)  di una torre di difesa del XVI secolo che, se non sbaglio,  adesso ospita un locale estivo. Poi passerete sotto “la montagna spaccata” , che lo è veramente: mezza montagna esce dal mare, l’altra metà incombe sulla strada alla vostra sinistra.

Infine…potrete godervi il paesaggio, tenendo conto che la strada non è “panoramica” nel senso di “alta” o “a picco”..la strada carrozzabile è  il lungomare, subito sulla spiaggia.

A destra c’è l’infinita distesa di acqua azzurra fino all’orizzonte;  di fronte, la fila di luci della penisola di Gallipoli, che dell’ultimo orizzonte il guardo esclude. La strada prosegue così, piacevolmente, fino a Gallipoli, ma se vi ci trovate all’ora di pranzo o cena  vi consiglio di fermarvi in località Lido Conchiglie, a “La Maruzzella” (0833208900). Di questa “trattoria di mare” darei solo alcune informazioni: spesso si vede la fila di gente per la strada, come ad una sagra di paese, ed i prezzi sono proprio quelli di una sagra; sembra di stare sulla terrazza della casa di Montalbano; il menu sta scritto sulle tovagliette di carta, ma anche negli occhi dei pesci freschi che si scelgono direttamente dal banco.  Un mio amico, ottimo cuoco  napoletano, ha commentato “io non ho mai mangiato un pesce così buono”.

3. Nardò-S.Caterina

Visto che a S. Caterina in qualche modo dovete arrivarci, non perdetevi la strada che la collega a Nardò, costeggiata da una serie di ville principesche, più o meno mascherate alla vista  da giardini da favola.

4. Martano-Otranto.

Indipendentemente da dove siete e da dove dovete arrivare..io vi consiglio di percorrere la prima parte di questa strada, venendo da Martano. Non sono le bellissime campagne di ulivi che la circondano a farmela consigliare, ma la strada in sé: dritta come se fosse stata disegnata con il righello, e solcata da continui dossi, tanto che sembra di stare in barca. Surreale.

5.  SP37.

Se raggiungete il Salento da Nord (cioè nel 90% dei casi, per gli Europei), o se dal Salento stricto sensu decidete di fare un giro a Mesagne (peraltro consigliato!), allungate un po’ il tragitto facendo una deviazione dalla superstrada  Bari-Lecce, e imboccate l’uscita “Punta Penna Grossa/Serranova”.

La parte iniziale della SP 37, fino alla prima rotonda, è una strada di campagna di color verde brillante,  immersa in ulivi secolari che, non so perché, sembrano “più secolari”.

Ad un certo punto i navigatori vi consiglieranno di svoltare leggermente a sinistra attraversando un passaggio a livello. Non ascoltateli e proseguite diritto, anche se la strada si restringe e l’indicazione dice “percorso cicloturistico”.

Ci si passa comunque, si evita il passaggio a livello ed il paesaggio è ancor più bucolico.

Tutte le strade, ma soprattutto le due litoranee, sono ancora più belle, se percorse in moto.

Buon viaggio!

reniramirez

 

Baci, Renè

 

 

 

 

 

I testi e le foto sono di proprietà esclusiva di Renata Fortunati. Cliccando sul tag “I diari del Salento” avrete accesso a tutte le pagine di tutti i diari di Renè su questa meravigliosa terra assolata.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...