I diari del Salento/ 1

I 9 comandamenti

di Renata Fortunati,

con la preziosa collaborazione di Gianfranco Ramirez e Gabriele Manca

I diari del Salento sono le impressioni di un’emiliana che il 06 VIII 2015 è stata adottata da questa terra assolata. Non sono i diari di una vacanza, non hanno itinerari e forse neanche un’organizzazione sensata, solo raramente vi troverete consigli su dove pernottare, cenare etc…..

Spero però che siano utili a farvi scoprire  luoghi poco pubblicizzati, nel caso siate  già qui quando leggete, ma soprattutto  ad invogliavi a visitare queste terre, anche “fuori stagione”, anche solo per pochi giorni, magari in occasione di una delle migliaia di feste sacre e profane che si susseguono per almeno 355 giorni all’anno.

Questa prima pagina di diario è solo una lista delle cose che all’inizio mi hanno meravigliata, di quelle che ritenevo irrilevanti, ma che, se ignorate,  rischiano di rovinarvi la vacanza, e di quelle che è bello sapere.

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  1. Qual è il Salento?

Inizialmente pensavo che corrispondesse ad  una regione “politica”, cioè la provincia di Lecce, ma in realtà sono considerate parte del Salento anche varie zone della provincia di Brindisi e Taranto.

Quindi ho iniziato a pensare che corrispondesse ad una regione “fisica” e cioè il tavoliere, con inizio là dove terminano le colline della valle d’Itria e termine, ovviamente, là dove  finisce l’Italia… ma non tutti i salentini concordano su questa definizione.

In ultimo ho pensato che corrispondesse ad una regione “culturale”, ma ho dovuto scontrarmi con le tante culture ed etnie che qui si sono succedute ed incrociate, lasciando tracce del loro passaggio sia nella bianca pietra leccese che nell’anima dei salentini.

 I messapi (Messapia, dal greco “terra tra i due mari”), popolo illirico originario dell’attuale Albania, che si stanziò qui nell’età del ferro lasciando reperti  in ogni dove, tra i quali non posso non citare la meravigliosa Roca Vecchia.

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Scirocco a Roca Vecchia

I greci che hanno dato il nome all’attuale “Grecia salentina” (basti pensare al paese di Calimera…buongiorno!) ove il dialetto, il griko, ha ancora tantissime analogie con il greco antico.

I Romani  d’occidente che, salpando  per l’oriente dal porto di  Brindisi, hanno lasciato la via Appia, l’architettura ed infinite leggende, inclusa quella sul nome della città.

I Romani d’Oriente dall’evoluzione dei  quali ci arrivano i riti bizantini.

Gli Spagnoli che, negli anni del regno di Napoli, giunsero in Terra d’Otranto, spesso per restarvi, come si nota dal gran numero di cognomi spagnoli nella popolazione salentina.

“Mamma li Turchi!”, che forse non hanno portato solo morte e terrore, ma anche tradizioni, palazzi..

Alla fine, ho smesso di cercare una definizione, ma mi sono limitata ad osservare quanto le persone, qui, si sentano culturalmente unite tra loro, in un modo più viscerale e più antico di quello che potessi immaginare; e come, dall’altro lato, i salentini si sentano “diversi”, senza alcun giudizio di valore, da quelli che  loro chiamano “Pugliesi”.

Per quanto mi riguarda, la naturalezza con cui “I Salentini” mi hanno adottata, la calda accoglienza che ho avuto e la  spontaneità con cui io riesco a vivere le loro abitudini, senza perdere le mie,  sono sufficienti a farmi  amare questa terra e i suoi abitanti e a farmi pensare di volerci restare a lungo …indipendentemente dalla definizione della parola “Salento”.

  1. Lu sule, lu mare, lu ientu….

Non c’è salentino che ignori la rosa dei venti, e non è questione di cultura, ma di sopravvivenza. Immaginate di arrivare qui attratti da immagini di mare limpido, piatto e caraibico…e ritrovarvi per tutta la settimana onde disordinate, acqua marroncina, poseidonie e tempeste di sabbia, per poi scoprire, magari il giorno della partenza, che bastava spostarsi di 10 km per arrivare in paradiso.…

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Maestrale a Punta Prosciutto

Allora munitevi di una cartina del Salento e, prima di scegliere dove andare al mare, chiedete che vento c’è…dopo una decina di giorni lo capirete da soli.

Qui vi do’ qualche indicazione di massima:

  • La costa Adriatica fino ad ad Otranto incluso, nonché la mia preferita, è assolutamente proscritta quando c’è tramontana, e comunque non vale la pena visitarla quando c’è vento da nord (maestrale, grecale), eccetto qualche spiaggia che vi dirò strada facendo. Però alla prima giornata di Scirocco o vento da Sud,  volate a Roca Vecchia, Torre dell’orso, sant’Andrea, Baia dei Turchi. AZZURRO.
  • La costa Adriatica sotto Otranto, fino a S.Maria di Lecuca, si piega quanto basta per essere esposta direttamente ad Est e quindi il mare è meravigliosamente piatto con i Venti da Nord, ma, almeno nella sua parte alta (sicuramente fino a Castro) è molto bello anche con i venti da Sud. BLU
  • La costa ionica fino a Gallipoli: Lo ionio non è mai veramente mosso, ma quando c’è scirocco perde il suo colore e la sua limpidezza e, tra le increspature, l’acqua si riempie di fastidiose poseidonie. Ma quando c’è Tramontana qui c’è il Paradiso. La parte a Nord, verso il golfo di Taranto (porto cesareo, punta prosciutto, torre colimena)  è l’unica veramente perfetta anche con il Maestrale.VERDE ACQUA
  • La costa ionica sotto Gallipoli: Anche qui, vale quanto detto per lo Ionio alto. Dà il meglio con Tramontana e Grecale; deludente, ma vivibile  con i venti da Sud; mai andare se c’è Maestrale!!! VERDE SMERALDO

Ma perché il vento è così importante?

Perché qui siamo sul tavoliere. I venti non hanno alcuna altura ad ostacolarli e  spadroneggiano per il Salento, quali unici responsabili di eventuali  disagi climatici (vasi, piante, sedie,  tavoli e panni volanti; feste e “focare” rimandate, antenne televisive da far riposizionare ogni tre mesi).

E’ sempre grazie al vento che Lecce, seppur tutta bianca e riflettente, seppure nell’entroterra, è comunque una città abbastanza  fresca anche in piena estate…o almeno, lo è  per me che arrivo dall’afa parmigiana.

Ma perché fuggire dalle onde?

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Tramontana a Torre dell’Orso

Io che sono abituata al mare della Liguria, inizialmente sorridevo quando i salentini dicevano “oggi non sono sceso in spiaggia perché è mare mosso” . Ora so il perché..le onde qui non sono mai alte, sono ondine irregolari, che sembrano muoversi  in tutte le direzioni, sporcando il mare senza dargli la dignità di “mare in tempesta”.

Il Salento quindi non è certo il paradiso dei surfisti, ma per chi volesse praticare kyte surf, segnalo che i cieli delle cesine, della zona di Torre Specchia vicino al lido Buona Ventura, e  di Frassanito, sono spesso punteggiati di aquiloni.

  1. Lasciatevi pizzicare

Che cos’è la pizzica? E’ inutile che io provi a spiegarlo in modo più chiaro di Wikipedia, e pertanto vi cito parte della  voce ..

“Il tarantismo… è considerato un fenomeno isterico convulsivo…Secondo la leggenda la tarantola con il suo morso provocherebbe crisi isteriche. … Attraverso la musica e la danza è però possibile dare guarigione ai tarantati,o almeno lenire lo stato di “pizzicata”, realizzando un vero e proprio esorcismo a carattere musicale. Ogni volta che un tarantato esibiva i sintomi associati al tarantismo, dei suonatori di tamburello, violino, organetto, armonica a bocca ed altri strumenti musicali andavano nell’abitazione del tarantato oppure nella piazza principale del paese. I musicisti cominciavano a suonare la pizzica o la tarantella, musiche dal ritmo sfrenato, e il tarantato cominciava a danzare e urlare per lunghe ore sino allo sfinimento. La credenza voleva infatti, che mentre si consumavano le proprie energie nella danza, anche la taranta si consumasse e soffrisse sino ad essere annientata. Tuttavia, nel rito esorcistico erano impiegate anche altre musiche dal ritmo lento e dalla melodia malinconica.Attraverso una suonata, che poteva durare anche giorni, cercavano di trovare la combinazione di vibrazioni con le note dei loro strumenti. Venivano utilizzati diversi strumenti, in particolare il tamburello”. 

Ora si è persa la credenza, ma la pizzica è colonna sonora di ogni festa o manifestazione, e vi dico per esperienza che non si riesce a  trattenersi dal ballare. Nel mese di Agosto si susseguono una serie di manifestazioni e concerti di pizzica  per tutto il Salento, che culminano nella famosa “Notte della Taranta” , di solito il terzo weekend di Agosto a Melpignano. Ve ne parlerò.

Se vi capita di leggere che a qualche festa suona Antonio Castrignanò… andateci!!! Questo musicista di Calimera ha avuto la genialità e l’equilibrio di rivisitare le canzoni della tradizione popolare senza stravolgerle, ma rendendole tanto cariche che sotto il palco dei suoi concerti ci sono  giovani e giovanissimi, tutti pizzicati ovviamente (vedi l’album “Fomenta”). Organizza anche corsi di tamburello

Se volete approfondire l’argomento, leggete “La terra dei rimorsi” di Ernesto de Martino, ma non è un libro da spiaggia, è un trattato!

  1. Tutte le strade portano a Lecce…oppure no?

Il fatto di essere su un tavoliere fa sì che le strade siano comodissime, dritte, larghe e soprattutto…tante. Spesso si può percorrere lo stesso tragitto con tre strade diverse, parallele tra loro, più o meno paesaggisticamente belle, ma  tutte in buone condizioni.

In questo modo le distanze percepite si riducono davvero tanto e si ha la sensazione di fare una passeggiata anche quando, in realtà, si percorrono  60 o 70 km .

A fronte di quest’ottima viabilità, la segnaletica è terribilmente illogica: le indicazioni per la tua meta, anche quando questa è Lecce,  improvvisamente svaniscono e lasciano il posto al nome di qualche altro paese, sconosciuto ai più, mandandoti completamente nel pallone o, ancor peggio,  in qualche campagna di ulivi. In linea di massima sappiate che, le arterie principali e più scorrevoli  sono la Lecce-Maglie e la Lecce-Gallipoli.

Quando ci si trova nel Sud Salento, le indicazioni per Lecce sono a dir poco “incostanti”, sappiate che, se dovete risalire,  dovrete seguire per “Maglie”.

  1. Guarda com’è tonda, questa rotonda….

Se tra i lettori c’è qualcuno di Parma, sicuramente capirà a cosa mi riferisco…comunque, io credevo di conoscere tutti i segreti delle rotonde. E invece no! Nei rondò del salento non è affatto scontato che chi ruota ha la precedenza. Anzi, il più spesso chi ruota deve inchiodare per lasciar passare chi deve immettersi. Fate attenzione!!!

  1. Disattivate il roaming

Tutte le volte che vi trovate nel tratto di costa che va da Torre sant’Andrea a Punta Palascia, ricordatevi di disattivare il roaming. Spesso vi arriverà un messaggio da  “vodafone Albania o Grecia”…e quello che vi addebiteranno sarà  il prezzo da pagare per godere della splendida vista delle vicine montagne albanesi.

  1. Comprate “Qui Salento”

In ogni stagione, in ogni dove, ci sono eventi, sagre, processioni, feste…e  su “Qui Salento”, si trova un po’ tutto, in ordine di data. In estate esce ogni due settimane, in Inverno, ogni mese. All’interno troverete anche la mappa del salento e la piantina di Lecce. Visto che le feste sono così belle, è un peccato perdersele..e non saprei consigliarvi un sito internet più ricco di informazioni.

  1. Meglio il pesce di Tramontana

Io non so se è vero, ma questa informazione l’ho avuta da più persone, che ritengo credibili. E comunque, ha una sua logica. Innanzitutto vi accorgerete da soli che l’Adriatico è un mare meno pescoso dello Ionio, e lo capirete dalla relativa scarsità di barche, pescherecci,  pescatori e pescherie, così come dai pochi  gabbiani nei cieli della costa Est.

Sulla costa Ovest troverete la situazione opposta e in alcuni paesi (come ad esempio Porto Cesareo e Gallipoli) la pesca è l’attività principale . Detto ciò…è possibile che nei giorni di forte scirocco, quando il cielo è carico di pioggia ed il mar Ionio è mosso, sporco e caldino, anche i pesci preferiscano evitarlo. Ci è capitato di andare a cena fuori e sentirci proporre dal cameriere “un bel sarago di tramontana”.

Quindi, se dovete mangiare o comprare pesce…fatelo quando non è scirocco!

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  1. Il Rustico dà dipendenza.

Non vi anticipo cos’è..ma è molto meglio di come sembra. Se volete cadere in tentazione, per me il migliore è quello del “Caffè Alvino”, in piazza S. Oronzo a Lecce.

Giacché si parla di cibo, vi do qualche informazione.

Il pasticciotto è la pasta da colazione tipica..leggero è diverso. Pare che sia stato inventato nel 1700 dal Sig. Ascalone, pasticcere di Galatina, ed attualmente la Pasticceria Ascalone è nota per i migliori pasticciotti del salento. Il fruttone è il fratello del pasticciotto .

Di caffè si beve solo il “Quarta”,preferibilmente caffè  in ghiaccio con latte di mandorla, Le frise si mangiano con le mani, i taralli di grano arso sono eccezionali.

Assaggiate il polpo in pignata, le polpette di polpo, i pomodori gialli d’inverno “scattarisciati”, i lampascioni. Se venite di autunno/inverno assaggiate il purè di fave con le cicorie, ciceri e tria….

Lu mieru è il vino ..forse un giorno farò una pagina sul cibo e dove comprarlo.

…il resto mi verrà in mente strada facendo.

Nel chiudere la pagina, ringrazio tutti coloro che mi hanno fatto scoprire il Salento, e che inviterò a mettere “mi piace” a questo blog e a scrivere qualche pagina con me.

In particolare, chiedo pubblicamente  la stretta  collaborazione della mia guida Gabriele Manca, e del mio compagno di viaggio, Gianfranco Ramirez che, in pratica, scrive con me ogni riga .

 Spero che la mia pigrizia non renda questa rubrica un’opera incompiuta .

reniramirezBaci

Renè

Grazie Renata. Raccontandoci "la  spontaneità con cui riesci a vivere le loro abitudini" ci hai permesso di sentirci caldamente accolti e per qualche secondo adottati da una terra che non vediamo l'ora di rivivere. Percorrendo tutte le strade che portano a Lecce, ma anche "ascoltando" i tuoi diari, che già per questo incipit non potranno dirsi incompiuti. I testi e le foto sono di proprietà esclusiva di Renata Fortunati.Cliccando sul tag "I diari del Salento" avrete accesso a tutte le pagine di tutti i diari di Renè su questa meravigliosa terra assolata.

 

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2 pensieri su “I diari del Salento/ 1

  1. Cerco di andare tutti gli anni in Salento a trovare mia nonna (lei romana de Roma è stata adottata dai salentini circa 10 anni fa), adoro quella terra, è uno dei pochi posti al mondo dove mi sento davvero a casa. Concordo su tutto, specialmente sul “Benvenuti in Grecia”, quello ormai è un classico 😀

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