QUADRIFOGLIO ULTRATRAIL – Intervista a Katia Fori

Vince col sorriso, una gara unica, su un territorio timido

Da Borgotaro al Monte Molinatico; da Borgotaro a Zeri, da Borgotaro al Lago Buono, da Borgotaro al “ristoro di Ginestrino” (quando proverete il QUT, imparerete a conoscerlo!).

E ritorno. Ritorno. Ritorno. Ritorno.

Il Quadrifoglio, giunto alla sua quarta edizione, fa parte del Trofeo Agisko e si svolge in tre diverse modalità:

  • 4 petali (l’Ultra Trail di cui abbiamo parlato con Katia),
  • 2 petali (61 Km)
  • 1 petalo (24 Km)
  • un percorso aperto a tutti da 13 km.

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Il Quadrifoglio Ultra Trail corre per 100 chilometri sulla Val Taro, tornando ben quattro volte al punto di partenza ed incontrando, di petalo in petalo, spazi morfologicamente differenti e spesso sorprendenti. 

In questo modo, correndo e ritornando, i partecipanti al QUT possono entrare in contatto con un territorio ancora poco conosciuto e in parte nascosto, ma, proprio per questo, prezioso.

E’ un territorio complesso ma timido quello della Val di Taro, molto lontano dalla bellezza sfacciata di altri percorsi ed altri famosi, splendidi, trail.

E’ proprio in questa bellezza semplice e bucolica benché consapevole che risiede l’unicità. Della Val Taro. E del Quadrifoglio Ultratrail.

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Semplice sì, ma non facile. 100 km per 5000 m di dislivello positivo.

Il Quadrifoglio è una gara unica perché riesce in qualche modo a scomporre la sua complessità, grazie ai continui ritorni al punto di partenza, ovvero a Borgotaro.

I 4 petali, oltre ad essere innegabilmente scenografici, rendono il QUT la gara ideale per tutti i runners che intendono cimentarsi, per la prima volta, in un ultra trail. Un Ultratrail apprezzato, allo stesso modo, da molti top runner, che prima lo scelgono e poi ritornano. Una su tutti: Katia Fori.

Katia Fori, una donna di cui ho sentito parlare per la prima volta proprio dal Presidente della A.S.D. 3T Valtaro, Fabio: «Straordinaria. Vince sempre con il sorriso!».

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Oggi è per me entusiasmante avere l’occasione di accostare a questo Trail e a questa Valle l’immagine di una grande campionessa, che vince, ma che soprattutto sa vincere; conservando una serenità, una modestia e un sorriso semplicemente fuori dall’ordinario.

INTERVISTA

IMG_3046Prima di parlare del Quadrifoglio Ultra Trail, vorrei parlare di Katia. Non tanto delle gare, ma del modo di vivere le gare. Come affronti un Ultratrail?

Mentre corro, nonostante il termine gara possa far pensare il contrario, riesco a godere del paesaggio, a stare in mezzo alla natura in serenità e pace. Alla fine, sento una grande soddisfazione, non tanto per il risultato, ma per avere concluso la gara. Una sensazione di stima delle mie potenzialità e possibilità, quasi la percezione della forza che possiedo e di una grande carica. Quando si arriva in fondo ad un Ultra Trail si è contenti in generale, indipendentemente dal risultato raggiunto.

13239116_10209470507550104_7849295115259897555_nIl tuo sorriso è una rappresentazione di tutta questa soddisfazione, della pace data da un passaggio sereno, sebbene competitivo, nella natura. Poi, però, non possiamo ignorarlo, tu vinci davvero, vinci sempre. Come è cambiato il tuo modo di vivere il trail, quando hai iniziato a “stra”vincere? 

Il mio rapporto con i trail è rimasto lo stesso. Il trail running è uno sport povero e vincendo la mia vita è rimasta la stessa, io sono rimasta la stessa. E’ rimasta la mia passione. Ciò che è cambiato, invece, è l’attenzione dell’esterno alla mia persona. Sono aumentate le aspettative degli altri, di chi probabilmente si aspetta un risultato. E’ naturale che chi mi conosce e chi mi invita alle gare si aspetti qualcosa. Ed io, un po’ perché sono fatta così, un po’ per loro, cerco di dare più di prima. Quest’anno, ad esempio, al QUT, ci tenevo a fare meglio dell’anno scorso.

Una cosa che mi affascina di te è che non sei nata agonista, né atleta. Che hai iniziato a correre per il piacere di stare in luoghi meravigliosi e di percorrere la natura. Poi, il successo improvviso. E il tuo nuovo meritatissimo ruolo di atleta. Situazioni che escono dall’ordinario…

Questo ha cambiato molto la mia vita. Il lavoro e gli impegni sono gli stessi, con una cosa, molto grande, in più. Di conseguenza il tempo libero è pochissimo. Uso per allenarmi il fine settimana, quindi vedo meno le mie amiche, vado meno al cinema. Siccome sfrutto le ferie per seguire la mia passione e partecipare ai trail, è cambiato il mio modo di viaggiare. Prima facevo viaggi senza un fine sportivo. Un po’ mi dispiace, ma so che non si può fare tutto. E’ questione di scelte.

Ora passiamo alla tua ultima, freschssima gara. Cosa mi dici del Quadrifoglio Ultra Trail, a cui hai partecipato per il secondo anno. Com’era il percorso?

IMG_7773Mi piace la soluzione adottata dagli organizzatori, di un percorso con rientro al punto di partenza; mi piace passare a Borgotaro, sentire la voce dello speaker, l’entusiasmo della gente, il tifo…mi da carica! E’ un’idea azzeccata! Ottima soluzione anche per i principianti, che possono lasciare uno zaino, un cambio; iniziare per gradi, insomma, con qualche sicurezza in più.

Lati negativi?

Per alcuni il costante rientro “a casa” potrebbe essere un motivo in più per fermarsi durante un momento di spossatezza, uno stimolo a mollare. Non è il mio caso.

Cosa ci dici del percorso vero e proprio?

I primi due petali sono i più lunghi, quelli con maggior dislivello. Il primo ed il secondo sono corribili e molto panoramici. Spettacolare la vista sulle Apuane, una volta usciti dal bosco.

Il terzo petalo presenta salite ripide, da camminare, e un single trek molto lungo e mangia e bevi interminabili: sembra di non scendere mai a Borgotaro, ma…mi è piaciuto tantissimo!

Il quarto è corto, con due salitelle corribili; ormai sei in fondo, te lo porti via! Il territorio merita davvero. Io, che in città un po’ soffro, raggiungo sempre volentieri la Val Taro.

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Traguardi, carriera, famiglia, viaggi; nella vita organizzi anche il Tartufo Trail, quindi sai cosa significa la parola “Organizzazione” sia dal punto di vista di chi la mette in atto, sia dal punto di vista di chi ne fruisce. Cosa ci dici dell’organizzazione 3T?

La perfezione! I ragazzi sono bravissimi ad organizzare. Anche se io mangio poco in gara, ho visto come erano forniti i ristori e ho apprezzato il pasta party e il super pacco gara. Sono attenti a tutto e molto modesti.

Promossi! E adesso torniamo a te. Gare all’orizzonte, programmi, allenamenti? 

Questi sono per me gli anni sabbatici delle gare. Non ho gare in programma e non mi sto allenando intensivamente. Vivo la mia passione per la corsa alla giornata, dedicandomi soprattutto alla famiglia e al mio lavoro.

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Ti faccio un grande in bocca al lupo per tutti i settori della tua vita, convinta che tu non ne abbia bisogno. Prima di lasciarti, vorrei sfruttare le tue conoscenze per consigliare ad altri runners (e ai loro accompagnatori 😉 ) alcuni trail per te imperdibili (oltre al QUT e al Tartufo, ovviamente!)

Sicuramente l’UTMB: ho iniziato a correre per finire questa gara, poi… l’ho fatta altre tre volte. Paesaggisticamente insuperabile, dona la possibilità di correre su tre nazioni. Un’altro trail splendido è il Lavaredo Ultra Trail.

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Grazie Katia!

Quattro chiacchiere con il Presidente dell’A.S.D. Triathlon Trail Team Valtaro…

…che ci ha spiegato qualcosa di più sui punti di forza della gara di punta della società 3T.

Uno su tutti: il profondo legame di organizzatori, aiutanti e simpatizzanti con la propria terra. Sono innamorati della Valle in cui vivono, i ragazzi, senza esserne gelosi.

Per questo hanno deciso di promuovere insieme sentieri e prodotti, panorami e attività, convinti che la passione per il trailrunning possa essere il linguaggio giusto per iniziare a parlare di un territorio tanto prezioso, quanto timido.

10661726_1097075553641689_1499242013320652944_oPer questo, da quest’anno, il Pasta Party del venerdì sera, il pranzo a fine gara e parte dei prodotti disponibili ai ristori, sono stati affidati ai ragazzi del nuovo indirizzo professionale di Servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera dell’Istituto Zappa Fermi di Borgo val di Taro; per questo, i primi 150 cartelli in legno per la tracciatura permanente del percorso sono stati realizzati dal Centro Diurno Arcobaleno e la lavorazione del Trofeo dalla ditta F.lli Guazzi Spa.

Con gli stessi criteri è stato scelto il pacco gara, che quest’anno offriva uno spaccato delle eccellenze della valle. Grandi classici, come il fungo porcino di Borgo Lab, recenti successi internazionali, come il parmigiano di montagna del Caseificio Porcari & Tambini, ottime conquiste, come le marmellate dell’azienda agricola Querzola, senza parlare del capo tecnico firmato Rock  Experience.

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Grazie Fabio.

Borgo Val di Taro possiede una stazione F.S., un’uscita autostradale e dista un’ora di auto dall’aeroporto di Parma, un’ora e trentacinque da quello di Pisa e un’ora e trentasette da quello di Bologna. Niente scuse! 😉

 

Tutte le fotografie appartengono esclusivamente a ASD 3T Valtaro. 

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