LA PALMA

TRANSVULCANIA 

Intervista a Ivan Foglia

Un ventosissimo Maggio alle Canarie, su un’isola dalla conformazione vulcanica del tutto unica, in occasione di una gara appartenente al  Circuito Sky Runner World Series partecipata dai top player del pianeta ed esaltata da quello che amo chiamare l’ENTUSIASMO GENTILE dei Palmeros, gli abitanti dell’isola.

DSC_1054Le modalità della gara erano, quest’anno, 4:

  • Ultramaratona (74,33 km / 4350 mD+ / 4057 mD-),
  • Maratona (45 km / 1884 mD+ / 3329 mD-),
  • Mezza Maratona (24,28 km / 2097 mD+ / 689 mD-) e
  • Vertical (7,6 km / 1203 mD+).

 

Ivan ci racconta oggi la sua Marathon di 45 Km per 1884 m di dislivello positivo e 3329 di dislivello negativo, con avvio al Rifugio Ricreativo di El Pilar (El Paso) a 1140 m e traguardo sul livello del mare, al porto di Tazacorte.

Il punto più alto toccato dal trail corrisponde al punto più alto dell’isola: Roque de Los Muchachos (2.426 m.s.n.m.).

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Emozioni pre partenza. Stati d’animo. Timori. Com’è stato l’immediato pre gara?

Anche se la distanza non era estrema, ero abbastanza preoccupato perché avevo le gambe affaticate. Nonostante la Transvulcania fosse stata programmata da tempo, non sono riuscito a rinunciare ad una gara vicino a casa: La Abbots Way.

Sono arrivato il 7 Maggio con 125 km non del tutto smaltiti, ma mi sentivo carico psicologicamente perché non avevo smaltito del tutto anche la forza interiore che conquisto ogni volta al traguardo di un Ultra. E questo è ciò che conta.

Vai dove ti porta il cuore.

Per vedere se le gambe lo seguono. 🙂

Un pullman ci ha condotto al punto di partenza con due ore di anticipo rispetto all’inizio della gara e gli accompagnatori non potevano seguirci poiché le strade erano chiuse. Siamo arrivati a El Pilar alle 8, quando la gara partiva alle 10. Contrariamente ad ogni aspettativa e a differenza di ciò che mi avevano raccontato…c’era freddissimo.

Siccome la gara è famosa per le sue temperature elevate, ero impreparato: avevo portato solo un leggero antivento.

Parlaci del percorso.

Il percorso è davvero bellissimo, con pochissimo asfalto e molte discese tecniche. Da El Pilar iniziano subito le viste alternate sulle due coste, su La Gomera e il Teide.

Bellissimo passare su Pico de la Nieve e giungere a  Pico de la Cruz (2351) osservando i telescopi de l’Osservatorio Astrofisico di Roque de los Muchachos che ti osservano a loro volta e le variazioni cromatiche delle rocce vulcaniche.

Osservatorio Caldera Taburiente

Splendido anche il continuo sali e scendi lungo i crinali che costeggiano la Caldera de Taburiente.

Circa il 70% dei sentieri è single trek, il che può essere bello dal punto di vista paesaggistico o per un trekking, mentre per un trail runner comporta delle difficoltà.

Per superare era necessario trovare la convergenza di momento giusto e luogo giusto e fare deviazioni in pendenza che portano via molte energie. Bisogna calcolare che a El Pilar alle 10 erano arrivati molti concorrenti della Ultra che, partiti da Fuencaliente alle 6, avevano già almeno 25 km sulle gambe. Si formavano serpentoni molto difficili da superare.

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Da El Time al porto di Tazacorte

In ogni caso, aggirare la Caldera è entusiasmante e i dislivelli sono ben distribuiti; eccezion fatta per il 12 km di discesa da El Time (1150 m) a Tazacorte (livello del mare). Un toccasana per le ginocchia 😉

La fatica fa parte della bellezza del trail, giusto?

Giusto. Considerando che il 2016 ci ha risparmiato il caldo torrido delle precedenti edizioni. La gara è comunque molto affascinante. Correre a 2000 m nel mezzo dell’Oceano Atlantico, con un panorama splendido e una vegetazione che difficilmente si trova altrove: pini delle canarie, cactus, banani, fiori coloratissimi, vigneti….

La parte più bella della gara?

Dal Pico de la Nieve a Roque de los Muchachos. Mai vista una cosa come la Caldera.

C’è qualcosa che ti aspettavi migliore?

Il fatto che non ci fosse caldissimo è la conseguenza del fatto che non splendeva il sole. Superata la massima altitudine, la Caldera è diventata un lago di nubi e noi, che eravamo al suo interno, abbiamo corso nella pioggia.

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Il clima influisce molto anche durante una gara e, alle Canarie, non mi aspettavo la pioggia.

C’è qualcosa che invece ti ha stupito positivamente?DSC_1093.jpg

Il tifo, lo spirito degli spettatori. E’ davvero straordinario. Molto più entusiasta ed entusiasmante rispetto agli altri trail a cui ho partecipato.

E i ristori. Perfetti. Forse anche in vista del caldo torrido mai arrivato.

Non da ultimo, i miei compagni di avventura. Per la seconda volta, dopo il Cervino X Trail, mi è capitato di correre vicino a  Bruno Brunod, un mostro sacro del trail running.

Cosa consiglieresti a un neoiscritto alla Transvulcania Marathon?

Gli direi di cambiare l’iscrizione. Di tentare la Ultra. La Ultra è la vera gara. Il tifo, il vero protagonista della Transvulcania, è principalmente destinato ai partecipanti della Ultra.

Grazie Ivan Foglia!

Le impressioni di un’accompagnatrice

Quattro ore a La Palma e i miei occhi sono sazi di bellezza. Non solo. E’ il mio cuore, soprattutto, a crogiolarsi in una forma perfetta di ENTUSIASMO GENTILE, che raramente ho trovato in altri luoghi e mai ho percepito nei confronti di altri sport.

E’ bastato affermare di essere innamorata di un partecipante alla Transvulcania e della ‪#‎Transvulcania‬ tambien per essere aiutata da ogni abitante dell’isola.

E’ bastato estrarre dallo zaino una fotocamera perché mi fosse concesso qualsiasi tipo di parcheggio selvaggio e di dannata inversione a U.

Stavo pagando il mio caffe’ quando sono stata abbandonata al bancone con i soldi in mano: stava passando il quarto classificato a Tazacorte. Il quarto.


Ho scoperto ben presto che le mie 5 ore e mezza (?) di attesa non potevano essere “utilizzate” per visitare luoghi di interesse ambientale/naturalistico/ecc. ecc. ecc.

L’attenzione di ogni cittadino di La Palma è oggi rivolta verso un unico evento.
Il vulcano San Antonio diventa secondario rispetto al sudore di quelli che lo stanno oltrepassando. Al ticket office l’impiegato guarda oltre le mie spalle. Sta seguendo la gara. Non sa perché io possa trovarmi li, per acquistare un biglietto, quando13102832_10153559670068483_4715893810201590315_n l’attrazione principale e’ totally free.

E’ la determinazione, la fatica, l’impegno, la costanza e la resistenza di Ivan cio’ che sono venuta ad ammirare oggi, alle Canarie.

E’ la forza e lo spirito di tutte le splendide pazze persone che hanno deciso di metterci in scena una sfida tra anima e corpo. Convinti che correre sia il metodo migliore per percepire la loro indissolubile unione.

Siamo, mi pare, millemila, ad ammirare lo stesso spettacolo: esso 《è dunque rispetto per la nostra propria destinazione, che ci rende per così dire intuibile la superiorità della determinazione razionale delle nostre facoltà conoscitive anche sul massimo potere della sensibilità.

E l’ultima citazione viene da Kant. Quindi be…io vi invito a prendere un volo. L’anno prossimo. A Maggio.

 

Le Canarie in Primavera.

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Ecco perché la Transvulcania è un’ottima occasione per visitarle.

Una gara di trail molto sentita dalla popolazione locale come occasione per visitare un arcipelago dalla fama indiscussa ma molto diverso dalle aspettative comuni. Almeno in primavera.

A differenza di ciò che spesso si crede, le Canarie non sono una meta facile per tutti i tipi di viaggiatori. 

La Palma è un puntino di bellezza incontaminata in mezzo all’Oceano, che diventa un tripudio di entusiasmo, gentilezza, spirito sportivo e sano divertimento, in occasione della Transvulcania.

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Grazie a questa gara, che tocca i punti più spettacolari dell’isola, runners ed accompagnatori hanno la possibilità di percorrere i migliori sentieri (segnati in modo ottimale), visitare luoghi spesso inaccessibili, ricevendo appoggio da tutta la popolazione locale.

Poiché in questi giorni i Palmeros hanno un solo obiettivo: dimostrare che La Palma, oltre Riserva della Biosfera dell’UNESCO, è un paradiso riservato a chi ha lo spirito giusto.

Lo spirito per capire che “isola in mezzo al mare” non significa bianche spiagge a portata di mano, ma  picchi di 2000 metri e più; non distesa di locali vista mare, ma grandiosi telescopi su vertiginosi crinali.

E piccole insenature di sabbia nera e roccia lavica, e il vento che scompiglia le grandi foglie delle piantagioni di banane, e foreste pluviali e territori aridi e neri punteggiati di pini.

Per raggiungere le migliori calette e i luoghi più romantici in cui mettere i piedi nell’acqua feddissima, non si seguono cartine, non si usano infradito. Bisogna inoltrarsi tra le piantagioni di banane, partire dalla strada ed attraversarle per intero, fino a raggiungere qualche metro di sabbia scura.

Una grande percentuale dell’originalità dell’isola le è stata regalata dalle saline, a Fuencaliente.

Saline Fuencaliente

E  dai vulcani sullo sfondo blu. E la prima Starlight Reserve del mondo. E le strade. Le magiche strade panoramiche di La Palma.

E poi, la meravigliosa Caldera de Taburiente. Una mastodontica depressione di 8 km con pareti di montagna,  un anfiteatro naturale figlio di un vulcano imploso molto tempo fa.

Uno dei crinali che circondano la Caldera fa parte di Roque de Los Muchachos e costituisce la sede dell’Osservatorio astronomico omonimo, uno dei più importanti a livello mondiale.

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  • Perché non dovrebbe essere una meta facile per i più, allora?
  • Semplice. La Palma ha qualcosa che condivide con il resto dell’arcipelago che la contiene. Un clima difficile.

Famose per essere la patria di sole e mare, le Canarie sono davvero accoglienti solo nei mesi estivi.

Per quanto riguarda la primavera e l’autunno, invece…be, il vento non lascia molto spazio al relax sulle spiagge e l’Oceano non consente le lunghe nuotate che dalle scrivanie del nostro ufficio immaginiamo sentendo il nome “Canarie”.

Sia a La Palma che a Tenerife, all’inizio di Maggio, i temporali esistono eccome e se il sole scompare, il vento costringe ad indossare la giacca a vento sopra al costume.

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Un clima perfetto per gli sportivi, un po’ meno per gli amanti della vita da spiaggia che qui, alle Canarie, a differenza dell’opinione comune, non è semplicissima.

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Per questo raggiungere le Canarie in occasione di una gara straordinaria come la Transvulcania, vi permetterà di apprezzarle nel loro mood naturale!

Uno spirito trail che si ritrova, il giorno dopo la #Transvulcania, a Santa Cruz de La Palma, lo storico capoluogo dell’isola.

Il post gara trasforma Santa Cruz in un raduno di runners un po’ zoppicanti, ma totalmente appagati che, indossando la medesima t-shirt, trascinano il proprio corpo da nuovi eroi a seguire amici, morose e mogli; desiderose di visitare la curiosa cittadina, di fare un po’ di shopping, di assaggiare le tipicità locali.

Capisci che sono reduci dalla gara perché non hanno occhi per i colori di Santa Cruz né hanno troppa fame. Si scrutano l’un l’altro, cercando di ricordare se si sono incontrati, in divisa, in qualche ristoro, cercando di comprendere, dalle gambe, quanti chilometri hanno percorso. Ciò che li unisce, oggi, non è tanto una medaglia, i postumi della sbornia dopo la festa a Los Llanos, quanto la soddisfazione di aver percepito, ancora una volta, la immensa forza del proprio essere umani.

Andare a La Palma, in occasione della Transvulcania è un po’ come andare a Siviglia per la Semana Santa.transvulcania 2016

La Palma, ma non Tenerife

Quindi sì, fatelo! Ne vale la pena. Una settimana, però, può essere già troppa per La Palma. Approfittatene per scoprire  Le Canarie.

Le Canarie sì, ma non Tenerife. Tenerife non ce la fa più e Martripblog non riesce a sopportare il suo dolore.

Uno scalo di due giorni a Tenerife e quello che porto con me, di questa isola, oggi, non è l’imponente presenza del Teide né il tramonto sulla roccia lavica, ma:

  • Cementificazione. Un’isola abbastanza grande ma non troppo, in mezzo all’Atlantico, con un vulcano di più di 3000 m nel centro ed una vegetazione rigogliosa aveva delle potenzialità indiscusse. Purtroppo queste potenzialità hanno subito un rovesciamento dialettico che le ha portate a diventare distruzione di esse a profitto dell’uomo. Il protagonista di Tenerife vista dal basso non è il Teide, bensì il cemento. Ovunque.

E, sul cemento, macchinine elettriche che trasportano turisti in giro per il turisticissimo lungomare. C’è chi dice che anche questo serve al mondo. Non sarò io.

  • Locali troppo. “Il turista inesperto cade sempre nelle trappole create appositamente per lui”. Ahimè, anche il più esperto dei turisti, spesso, vorrebbe lasciare cartina ed app in valigia e sedersi nel primo posto carino sul lungomare. Magari gustare del pesce fresco, che tanto, alle Canarie, chissà quanto pesce o trovare un alberghetto vista mare… se un’isola è assediata da menù a prezzo fisso però, e di foto con troppe patatine fritte plastificate e di troppi “butta dentro” con cappellino a visiera e neon e casermoni troppo bianchi con piscine troppo azzurre…risulta difficile trovare del buon pesce ed anche un po’ di soddisfazione.

Per tutti questi motivi, che spero non vi abbiano spinto a cancellare le vostre prenotazioni, vi consiglio di fare scalo a Madrid, per raggiungere la Transvulcania, il 13 Maggio 2017.

 

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