LUBIANA

Socialismo sostenibile: il futuristico equilibrio di Lubiana!

di Martina Fortunati

Confezionata con carta di foglia, capitale di uno dei paesi con il maggior numero di foreste ed aree protette in Europa, Ljubljana è un gioiellino ipersostenibile di 286mila abitanti.  A cui però vanno aggiunti 56mila studenti, che fanno di Lubiana una città giovane, dinamica, ambiziosa; animata da architetti, designer e stilisti d’avanguardia.

La città trasuda fascino da tutti i pori: around you, sparpagliati per la città vecchia e appoggiati a bucare le periferie, draghi di pietra dall’espressione dolce, orti urbani, architettura barocca e contemporanea, dipinti asburgici e belle case Art Déco, stilosissimi caffè sul lungo fiume Ljubljanica -che attraversa per intero la città-, piazzette illuminate la sera, ponti, un castello vigile, mercati, biciclette, pavimentazioni creative, abiti ed accessori originali nei negozi di giovani stilisti locali, sup, un centro sociale di straordinaria creatività, e poi, tutt’intorno, la Slo

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venia!

Montagne calcaree, grotte carsiche, laghi glaciali e Alpi Giulie, immensi vigneti e lucenti città costiere: tutto questo ad un paio d’ore di distanza dal centro, totalmente pedonale e sperimentale, assolutamente non caotico di una città non città.

Che dire di Lei. Lubiana la verde, dicono alcuni, per la Lubjanica, protagonista indiscussa della capitale, formata dalle verdi acque di nove sorgenti carsiche; per il suo Orto Botanico, fondato all’inizio dell’Ottocento e aperto tutto l’anno; per il parco Tivoli, con i suoi tre viali incorniciati da imponenti castagni, perché è stata scelta come European Green Capital e perchè, conseguentemente, di questo colore è stato illuminato il drago da cui prende il nome il ponte di Lubjana: lo Zmajski Most.

Lubiana l’elegante, affermano altri; a causa dell’ordine accogliente che vige sovrano in ogni angolo: le mura del castello, perfettamente restaurate, i reticolo di vicoli acciottolati, perfettamente manutenuti, le vie ad arco e i bellissimi monumenti Secessione e Art Decò, i tetti aguzzi che si ammirano dal belvedere del castello, gli eventi gourmet (Odprta kuhna) e i pit stop di birra, sempre e solo lungo il fiume.

Io direi… l’equilibrio di Ljubljana. Il simbolo di un equilibrio discreto e sorprendente che vige sovrano in tutta la nazione che la ospita: la bella Slovenia.

Il sangue che scorre nelle vene di Ljubljana è un po’ blu: certamente è figlia dell’Austria e della nobiltà degli Asburgo, che le permette di indossare a testa alta gioielli antichi e lucenti come i palazzi e le vie del centro storico, così simili a Salisburgo.

Ma Lubjana è incrociata con un sangue socialista, “ostalgico” e balcanico, quello spirito creativo-plasma-rovine che si respira a Metelkova -la vecchia caserma militare occupata dal 1993-; che si ritrova negli orti urbani di collettiva memoria e che si sente risuonare nella musica e in mercati tipicamente slavi.

E poi, Lubiana, porta con sé il dna del futuro; un dna simile solo a quello di Zurigo e Londra.

Entrata nell’Unione Europe nel 2004, insieme alla Slovenia, Lubiana è il luogo in cui i Balcani sfociano nella Mitteleuropa.

L’importantissima fase architettonica di Lubiana

Un nome su tutti, per l’architettura di Lubiana: Joze Plecnik, il grande architetto lubianese che dal 1921 lavorò proprio qui, fondando l’Università di Architettura di Lubiana: l’orgoglio della città.

L’immagine che le cartoline di Lubiana hanno di Plecnik è quella di un uomo visionario, uno spirito del futuro che girava per la città e la ridisegnava.

Plecnik e la sua barba, il bastone e il cappello. Plecnik allevato da Otto Wagner ed allenato a Vienna e Praga. Plecnik che decise di terrazzare la Ljubljanica, per permettere ai cittadini ed ai turisti di passeggiare sulle sue rive, che costruì il Vander, un bellissimo design hotel, che disegnò per Lubiana i lampioni e i cestini della spazzatura a forma di rana, che decise di far piantare gli alberi ed inventò  il mercato coperto nel centro del centro.

Plecnik che aggiunse un ponte veneziano ai due già esistenti: il piccolo Tromostovje, il Triplice ponte che unisce la città più antica, quella seicentesca che sale verso il Castello, alla città moderna, quella delle architetture più stile ex Iugoslavia (come i palazzi fine anni ’80).

Che disegnò, anche la spettacolare scalinata della Biblioteca Nazionale.

E poi, un suo discendente: l’architetto Jurij Sadar, che con il suo team Sadar+Vuga e altri tre studi architettonici ha disegnato la pavimentazione a rombi colorati della nuova zona pedonale, Slovenska Boulevard.

Non solo. Lo studio Sadar+Vuga ha firmato anche il “doppio stadio” dallo stile high tech Sportni park Stozice, un’icona sul quale il famosissimo sindaco di Lubiana ha scommesso (scommessa ancora aperta) negli ultimi anni.

Uno stadio doppio dai molti significati (femminile/maschile, aperto/chiuso, pesante/leggero, yin/yang) e dalle molte destinazioni d’uso -l’arena e lo stadio di calcio ospitano anche concerti rock ed eventi culturali e dovrebbero essere completati da uno shopping center privato.

I ponti di Lubiana

Ci sono città che restano impresse nella mente  come immagini.

Per me, Lubiana è in primis la Ljubljanica, e le luci dei suoi ponti.

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Zmajski Most, ad esempio. Il ponte dei Draghi, dotato, nei primi del 900, dei guardiani di rame che gli hanno conferito il suo nome. Il ponte dei Draghi è ispirato alla leggenda delle origini di Lubiana e al suo mitico fondatore Giasone che, giunto nel sito che ospita la città, trovò e sconfisse un mostro lacustre

Il Ponte dei Macellai con i suoi luchetti.

Il Ponte dei Calzolai di Jože Plečnik, che ospitava un tempo le botteghe dei ciabattini.

Tromostovje, il Triplice Ponte, una struttura desueta e centralissima, creata dal plurinominato Plecnik, che aggiunse due ponti-passaggio laterali al ponte esistente e rendendolo pedonale e adornandolo con alberi e lampioni.

Il cuore di Lubiana

Una triplice vena che porta al cuore di Lubiana.

II cuore di Lubiana batte intorno a Prešernov Trg, la piazza dove scorre la vita. Un cuore romantico, come la statua del poeta nazionale, France Preseren (1800-49): essa ha lo sguardo rivolto per sempre verso la casa dell’amata (alla finestra, un bassorilievo della sua Julija, a lungo corteggiata e mai sposata).

E’ qui che deciderete di scattare e scattare e scattare…specialmente by night.

In pieno centro, in Vodnikov trg, anche il mercato coperto di Lubiana: quello della frutta e della verdura e delle bancarelle di legno, progettato, caso strano, da Plecnik.

Una festa di colori e sapori che segue allegramente la curvatura della Ljubljanica. Un’esperienza da assaporare anche d’inverno, quando le venditrici coprono con amore mele e cavoli con vecchie coperte di lana. Miele, cuori rossi di panpepato e mazzi di fiori selvatici sono i prodotti d’eccellenza.

E’ qui che, saltuariamente, si stabilisce La Campagna nella città, un’esposizione dei prodotti tipici e bio delle fattorie slovene.

Se ami la buona tavola non perdere l’evento Odprta kuhna. Si tiene ogni venerdì fino a ottobre quando gli chef dei migliori ristoranti sloveni cucinano le ricette della tradizione in piazza Pogacarjev, proprio di fronte al mercato.

E poi, dulcis in centro: i caffè e i locali di Lubiana e il piacere, l’immenso piacere, di vivere un poco seduti ad un tavolino: leggere, osservare, chiacchierare, lavorare, sognare progettare, mangiare un pezzo di torta con un caffè.

In uno qualsiasi dei locali sul lungofiume Breg, che spesso servono ancora il caffè turco nel bricco di rame e che a questa Olstalgie (ovvero la nostalgia di una perduta Europa dell’Est) uniscono un tocco di avveniristico design.

Cafè Macek.

Loilita, la pasticceria più cool di Lubiana, lungo il fiume, magiche le Cherry Lamps che pendono dal soffitto.

Zvezda, la Stella di Lubiana, che offre biscotti per un caffè.

Da entrambe le rive è possibile osservare la bellissima chiesa dei Francescani illuminata ed ogni domenica, nella zona ristrutturata del lungolubkìjanica Breg, troverete il magico Mercatino delle Pulci.

E poi, dall’altra parte,l’Accademia delle Scienze e delle Arti e la Biblioteca Nazionale del 1935, la famosa Kongresni trg, piazza del Congresso,che ospitò niente di meno che il Congresso della Santa Alleanza che si svolse a Lubiana nel 1821, l’edificio della Filarmonica slovena, fondata nel 1701, una delle più antiche d’Europa.

Più a nord, ma intellettualmente imperdibile, la Trg Republike, piazza della Repubblica, che ospita il Parlamento: è qui che il 25 giugno 1991 fu proclamata l’indipendenza della
Slovenia dalla ex Jugoslavia

Come visitare Lubiana?

Lubiana è piccina, il suo centro è quasi totalmente pedonale e il trasporto pubblico è stato potenziato, quindi… è da abbandonare l’idea di inquinare ed è necessario preparare il proprio corpo alla rigenerazione. Come?

  • A piedi, certamente: nei parchi recuperati delle zone periferiche il Comune ha riscoperto e tracciato vari percorsi da esplorare a piedi;
  • con una bici pubblica (bicikelj.si) in centro è possibile affittare gratuitamente una bicicletta e andare così alla scoperta della città,
  • servendosi dei Kavallir (Cavalieri) le vetture elettriche e gratuite dedicate principalmente agli anziani,

kavallir

  • o di uno dei quattro barconi che partono dalle banchine del centro e si muovono slow sul fiume. Una crociera sulla Ljubljanica! (barkaljubljanica)

oppure, esaltante,

  • con lo stand-up paddling (Sup), variante del surf in cui si sta in piedi e ci si sposta con una pagaia. Lubiana è l’unica città europea dove si può provare il paddling sul fiume

paddling lubiana

  • il fiume è percorso persino da molti canoisti che, tuttavia, non si limitano al centro città.

A Lubiana gli spostamenti a piedi sono passati dal 13% nel 2003 al 35% nel 2015: uniti a quelli in bicicletta rappresentano un terzo della mobilità totale.

L’aumento del 62% della superficie pedonale ha abbassato del 58% gli indicatori di inquinamento dell’aria.

Nei parchi recuperati delle zone periferiche il Comune ha tracciato vari percorsi da esplorare a piedi. Tra i più belli:

  • quello che unisce l’Orto Botanico (dove crescono oltre 4.500 specie diverse di piante) all’ex Fabbrica dello Zucchero;
  • quello che fa da raccordo tra il Castello e il Parco Tivoli. Questo parco è un polmone che ossigena la città e dove non solo si corre, si passeggia e si va in bicicletta, ma si prendono in prestito libri e da leggere sulle sdraio, nelle diverse librerie gratuite;
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Biblioteche gratuite nel Parco Tivoli
  • la passeggiata al parco ambientale Ljubljansko barje, dove sono stati trovati migliaia di reperti archeologici appartenenti a periodi diversi (tra i quali la ruota di legno più antica del mondo),
  • il Sentiero della Rimembranza e della Solidarietà, che circonda la città per 34 km e conta ben 7.000 alberi.

Durante le vostre gite dentro e fuori il centro città ricordate sempre di fermarvi nelle mille e mille fontane di Lubiana poiché questa è una delle poche città europee a vantare un’acqua potabile che non ha bisogno di trattamenti.

Perfetta per natura! Esiste anche una App per Ios e Android per trovare le fontaneTap Water Ljubljana.

Ljubljanski grad

Il Castello di Lubiana, rifatto in forme medievali (su resti preesistenti) negli anni Sessanta e circondato da giardini rigogliosi e splendidi sentieri, domina la città dalla collina ed offre uno splendido panorama sui tetti aguzzi della città, oltre che una mostra sulla storia slovena.

Al Castello si può salire a piedi o in funicolare (si prende in piazza Krekov). La base del castello ospita la parte più antica di Ljubljana, quella medievale, formata dai tre borghi storici di Mestni, Stari e Gornji Trg.

La piazza Mestni Trg è dominata  dall’edificio del Municipio e dalla fontana in stile barocco di Francesco Robba, scultore veneziano, le cui opere arricchiscono il cuore della Lubiana di età moderna. (Qui si trova un ottimo ristorante. Il Robba).

Stari Trg, è il quartiere più vecchio della città, ospita la fontana di Ercole ed affianca il Ponte dei Calzolai.

A Gornji Trg, invece, c’è la chiesa di San Giacomo!

La card di Lubiana

La Lubiana Card costa 23, 30 e 35 euro (i bambini da sei a quattordici anni pagano 14,18 e 21 euro) rispettivamente per 24, 48 o 72 ore e offre una visita della città con guida e degustazione, il biglietto per gli autobus urbani, una gita in battello, il trenino per il castello di Lubiana e il collegamento wireless pubblico. Si trova sul sito www.visitljubljana.com o nei centri di informazione turistica.

Metelkova, un centro sociale creativo

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Il centro sociale Metelkova è nato dall’occupazione dei locali di un’ex caserma asburgica e in pochi anni si è trasformato in uno tra i più famosi centri di avvenimenti artistici underground in Europa.

I locali dell’ex prigione sono stati plasmati fino a diventare caffè, club, atelier e gallerie d’arte.

E’ qui che si trova la più parte della gioventù lubianese. Impossibile non esserne ipnotizzati!

Qui è nato anche un ottimo ostello, con ambienti allegri e camere progettate da giovani artisti: l’Hostel Celica, Metelkova Ulica 8. Da 22 euro a testa, la camera tripla con bagno privato e colazione.

European Green Capital 2016

Nel caso le spiegazioni non vi fossero bastate, aggiungo qualche dato per aiutare a capire perché Lubiana si è davvero meritata il titolo di European Green Capital 2016, dopo Stoccolma, Amburgo, Nantes e Copenaghen.

Lubiana ha vinto su città come Oslo ed Essen, ed è stata scelta non tanto per il bosco che le fa da cintura non muraria naturale, non solo per essere la capitale di una delle nazioni più ricche di foreste d’Europa, ma soprattutto per l’impegno a dir poco straordinario dimostrato negli ultimi 10 anni nei confronti dell’ambiente, dell’ecologia, della sostenibilità.

Eccone i motivi.

  • la pedonalizzazione di tutto il centro storico,
  • investimenti cospicui nelle energie rinnovabili: il 73% degli appartamenti della città sono teleriscaldati con gas naturale (il che ha contribuito ad abbattere l’inquinamento dell’aria di 40 volte rispetto a vent’anni fa)
  • il rafforzamento del trasporto pubblico; la promozione dell’uso di bici e veicoli elettrici (i simpatici kovolir)
  • l’accrescimento degli spazi verdi: ogni residente può contare su 542 mq di verde pubblico! A Lubiana sono in funzione 323 orti comunali (dai 50 ai 70 mq) e ne sono in arrivo altri 442, data la forte richiesta da parte del pubblico; negli ultimi anni sono stati piantati più di 2000 albericreati 5 nuovi parchi.
  • il futuristico sistema di raccolta e trattamento dei rifiuti: il 63% dei rifiuti viene raccolto attraverso la raccolta differenziata, l’80% della spazzatura viene riutilizzata sotto forma di energia o materie prime (il progetto più che mai realistico è quello di trasformarsi in una città a zero rifiuti),
  • l’azione di sensibilizzazione civica e culturale dell’importanza della sostenibilità e del rispetto dell’ambiente: per rafforzare il patto con il verde, i residenti vengono invitati a coltivare barbabietole, cavoli e margherite negli 800 piccoli lotti comunali, affittati alla cifra di un euro all’anno per metro quadrato [un socialismo futuristico],
  • Lubiana possiede, naturalmente, un’acqua potabile perfetta, che non ha bisogno di essere depurata!

e poi, un sogno da realizzare:

  • la Ljubljanica balneabile!

Il socialismo futuristico degli Orti Comunali

Durante il Socialismo tutti avevano un pezzetto di terra da coltivare e il Socialismo ha lasciato molte “terre di nessuno” nelle periferie urbane.

Spazi che oggi vengono rivisitati con un tocco di quello che mi piace chiamare “socialismo futuristico e sostenibile”: cortili e parcheggi di orrendi palazzoni modernisti, campetti da calcio in disuso, aree in rovina limitrofe a condomini anni Settanta diventano orti comunali, grazie all’azione di architetti locali.

Rose, rape, barbabietole, betulle, cavoli e margherite, negli 800 piccoli lotti comunali, affittati alla cifra di un euro all’anno per metro quadrato riqualificano anche la visione ex jugoslava del collettivo!

Nel parco di Tabor, ad esempio, un vecchio deposito abbandonato è diventato un orto urbano, dove un centinaio di persone coltivano vegetali.

Un altro modo in cui si esplica il socialismo sostenibile è  Knijznica Reci: dentro a un ex bar di periferia è stata installata una “biblioteca delle cose” dove viene raccolto tutto quello che si usa saltuariamente. Si va dai piccoli elettrodomestici ai giocattoli per bambini fino alle attrezzature sportive. Chiunque può prendere quel che vuole, portarlo a casa e servirsene, anche solo per qualche ora o qualche giorno.

ridurre, riutilizzare, riciclare!

Il welfare sloveno e il documentario di Michael Moore

Where To Invade Next è un docufilm di Micheal Moore sul colonialismo. Con un atto di guerriglia umanitaria, egli invade 12 Paesi, tra cui  Slovenia, Danimarca,Francia, Finlandia, Germania, Islanda, Italia, Norvegia, Portogallo, Slovenia e Tunisia per conquistare modi di vivere migliori, sistemi di welfare auspicabili e portarli con sé negli Stati Uniti.

Molte delle idee che Moore vuole adottare fanno parte delle politiche governative dei diversi paesi – sistema ferie in Italia, sistema scolastico in Slovenia, la legalizzazione delle droghe in Portogallo-, tuttavia il movimento che Moore cerca di creare è culturale, più che politico.

Queste nazioni hanno basato il loro modo di fare le cose su un contratto sociale: la convinzione che siamo tutti qui per guardare fuori per l’altro.

Così, nel caso della Slovenia, Moore porta con sé il sistema scolastico ed universitario, completamente gratuito, a differenza di quello americano, in cui uno studente a 22 anni vive con un debito enorme.

In Slovenia, infatti, lo studio regolare è gratuito, e lo status dello studente comporta varie agevolazioni. Sono sovvenzionati i pasti presso una vasta gamma di ristoranti, sono favorevoli i prezzi dei trasporti pubblici, sono grandi gli sconti sui biglietti per le manifestazioni e per vari corsi ed altre attività.

“What I saw in your president is what I’ve seen in Slovenians all week – a belief that we’re all in the same boat and what we always have to do is think about the common good, not so that a few people can succeed and everyone else has to struggle to survive.”
Michael Moore sul Presidente sloveno Borut Pahor

Come arrivare a Lubiana

Lubiana è facilmente raggiungibile dal confine italiano, grazie all’autostrada A1. Per transitare sulla rete autostradale slovena occorre acquistare la Vignette, disponibile in vari tagli (settimanale, mensile o annuale, rispettivamente al costo di 15,30 e 110 euro).




D+

Da leggere: Veronika decide di morire di Coelho

 

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2 pensieri su “LUBIANA

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