MEDJUGORJE

Pacchetti di disperazione e speranza

di Martina Fortunati

Non pensavo ne avrei scritto mai. Il fatto che io sia qui, a raccontarvi di Medjugorjie, è la prova che il tempo modella i ricordi e cancella le impressioni.

Oggi mi sento di dire che non si può andare in Bosnia e non fermarsi in questo luogo, allucinante davvero.

Allora, quando mi fermai a Medjugorje per semplice curiosità, dopo una toccante vacanza nelle valli e nei villaggi della Bosnia, desiderai la fuga. Scappare più velocemente possibile e non pensarci mai più: ecco cosa volevo.

Se la Bosnia può essere paragonata ad un laboratorio di positiva elaborazione del dolore, di trasformazione della sofferenza in com-passione, nel significato più stretto di condivisione dell’emozione, senza artefatti; Medjugorje rappresenta l’altare dell’artificioso. 

Perchè, allora, ogni anno un milione di pellegrini viene qui, sperando in un messaggio o in un miracolo? 

Intorno a me vedevo soltanto turismo religioso di pessima qualità, quel genere di pellegrinaggio seriale che ogni anno conta un fatturato di miliardi di dollari e di migliaia di posti di lavoro. Vedevo la mercificazione della fiducia e la compravendita di pacchetti di disperazione e speranza.

Oggi, dopo che molto tempo è passato da quelle prime impressioni di rigetto, oggi che persino Papa Francesco afferma che un concetto di “Madonna superstar non è cattolico”, oggi sono costretta a chiedermi perché io, che non ho mai avuto una visione, che non mi sono mai trovata di fronte alla imminente perdita della mia stessa vita che, evidentemente, non sento l’immediato bisogno di un contatto con il sacro, dovrei potermi permettere di scartare quello che oggi rappresenta niente di meno che un vero pellegrinaggio contemporaneo, con tutti i contro che la parola contemporaneità porta con sé.

La parola pellegrinaggio mi affascina da sempre. E sebbene la mia idea di pellegrinaggio sia molto più vicina al significato medievale del termine o forse semplicemente all’immagine medievale del percorso; sento di commettere un’ingiustizia nel condannare a prescindere i nuovi pellegrinaggi seriali in autobus a due piani.

Del resto, io, un pellegrinaggio verso la Madonna Superstar non l’ho mai fatto.

Uno sguardo retrospettivo su quel giorno a Mejugorie, mi rimanda l’immagine di persone più che mai vere, che portavano negli occhi una speranza che allora mi pareva paranormale, che oggi comprendo essere la più semplice e scontata, benché nascosta, delle speranze umane: la speranza di sopravvivere.

Quel pacchetto all-in di speranza e disperazione che provocò repulsione in una giovane backpacker quale io ero. Ma che ora com-prendo.

Non riesco a togliermi un sorriso ironico dal viso quando penso all’atmosfera trovata a Medjugorje. Cionondimeno, ho imparato ad accogliere quel ricordo con una mescolanza di incredulità, ammirazione ed invidia.

Incredula, dopo aver elaborato il racconto di Christopher, il medico irlandese, che mi domandava con sgomento se avessi già avuto la visione. Christopher che mi sembrava un povero pazzo, perché aveva 19 figli e 19 ne portava in vacanza, dalla Madonna. Pazzo certamente, ma certamente non povero. Di entusiasmo e di fede e di altre “cose” che io, poverissima, non ho ancora capito.

Ammirata da Anna, giunta qui con un tumore al quarto stadio, senza alcun segno di sconsolazione o rassegnazione. Anna segue la sua visione. “Che in fondo anche le diagnosi mediche sono un po’ visioni, non credi?”

Invidiosa, terribilmente, di chi crede così fortemente. Un’invidia che covo da anni. Per chi, come me, è capace di credere solo nell’imperfezione, è difficile non riconoscere la posizione privilegiata di coloro che possono affidare interamente la propria fiducia ad un amore sacro, divino e materno.

Tutta questa super comprensione è ovviamente destinata esclusivamente a tutti coloro che quella disperazione e quella speranza la portano sul proprio corpo. A tutte le persone che davvero attendono un’intercessione da parte della Madonna. A tutte le storie che probabilmente, eventualmente, la Madonna si occuperà veramente di traghettare a suo figlio.

medjugorje-capodanno-da-napoli-00435302-001Per tutti gli altri, per tutti quelli che lucrano tanto sulla disperazione quanto sulla speranza, che chiedono cifre da urlo per giungere  e pernottare in questi luoghi, che cercano di fregare in lungo e in largo persone prevalentemente deboli e sconsolate, NESSUNA PIETA‘.

E non mi riferisco, qui, a chi nel 1981 ha dato avvio, nel centro della Jugoslavia comunista, ad un centro dei miracoli e delle conversioni che negli ultimi trent’anni è stato visitato da 30 milioni di pellegrini. Pace a loro, che di disperazione e speranza ne avevano davvero da vendere.

Mi riferisco principalmente alle compagnie turistiche, ai negozi che vendono persino cerchi del c…o con l’immagine della madonna, agli hotel con Spa di lusso e prezzi da crimine riservati ai disperati di classe A, all’assenza di tutto il resto, biblioteche, ospedali, centri assistenza per coloro che, con ottant’anni sulle spalle o senza una gamba, arrivano ad agosto fino alla croce .

Medjugorje è un imbroglio di proporzioni gigantesche, mi dicevo. Lo dico ancora. Se non fosse per gli “imborgliati” e per le loro storie, che valgono la pena di passare di qui.

Chi sono i veggenti e chi i pellegrini?

Dal 1981 a Medjugorje, in Bosnia Erzegovina, la Madonna si è presentata ciclicamente a sei giovani pastori (quattro ragazze e due ragazzi tra i 10 e i 16 ann) come la regina della pace, affidando loro migliaia di messaggi per i fedeli e 10 segreti che riguardano tutta l’umanità.

Nel 1991 i vescovi dell’allora Jugoslavia dichiarano: «Non si può affermare che abbiamo a che fare con apparizioni e rivelazioni soprannaturali».

Nel 2015 Papa Francesco ha criticato, riferendosi a Medjugorjie e al veggente Ivan che vede la Madonna sulla collina delle apparizioni ogni martedì e venerdì,«i veggenti che ci dicono oggi la lettera che la Madonna manderà alle 4 del pomeriggio?».

Nel 2017 Papa Francesco è ritornato sull’argomento, incaricando monsignor Henryk Hoser, arcivescovo di Varsavia-Praga (Polonia), di recarsi a Medjugorje come “Inviato Speciale” della Santa Sede e affermando che il concetto della “Madonna superstar non è cattolico”.

Ciò nondimeno, la maggior parte dei pellegrini che fanno ritorno a Medjugorje segnalano un cambiamento di vita. E, a differenza di quello che si potrebbe pensare, la maggior parte dei pellegrini che fanno ritorno a Medjugorje non corrispondono a fanatici, millenaristi e disperati, ma appartengono a una fascia istruita della popolazione che svolge professioni di medio o alto rango. (Dati ricavati dalla lettura di La mia vita è cambiata a Medjugorje di Luca Pesenti, sociologo che ha analizzato 1049 questionari compilati dai pellegrini).

Il pellegrinaggio mariano

Essere fedeli alla Madonna e pregare perché lei, in quanto madre di Gesù, interceda con il Figlio, è un fenomeno diffuso in tutto il mondo.

Maria è infatti Theotokos, vale a dire colei che genera Dio, secondo la visione ufficializzata dal concilio di Efeso nel 431; ma è anche un simbolo più accessibile agli esseri umani, che la vedono come l’incarnazione dell’amore materno.

Le presunte apparizioni di Maria vengono infatti riferite spesso da bimbi molto poveri, residenti in zone critiche, toccate dalla guerra. E’ quello che è successo a Medjugorje ed è ciò che sconvolge e stupisce persino i più scettici.

L’idea della intercessione della Madonna, nasce dal Vangelo di Giovanni, tramite il racconto del miracolo delle nozze di Cana.

Il miracolo delle nozze di Cana è infatti accaduto per merito di Maria che ha detto a suo figlio “non hanno più vino“.

Ciò che molti non sanno è che anche i musulmani considerano la Madonna come sacra, la più sacra tra le donne, e la chiamano Maryam. Non solo.

Maryam compare più volte nel Corano che Maria nella Bibbia.

In ogni caso, le poche notizie sulla biografia di Maria, ricavabili dai vangeli e dal sentito dire, fanno si che sulla Madonna possa essere proiettato qualsiasi tipo di valore culturale.

Maria resta sempre la donna ideale.

L’unico momento storico in cui la figura di Maria sembra indebolirsi coincide con la Riforma Protestante del 1517/1648. I protestanti, che credevano nel rapporto tra Uomo e Dio, non avevano alcun bisogno di intercessione.

Tuttavia questa figura ha destato l’interesse non solo di teologi, scrittori, artisti e ricercatori. Il culto della Madonna sembra oltre che largamente diffuso in tutti gli strati della società, persino “spontaneo”.

Questa sorta di spontaneità trasforma talvolta la fede nella Madonna in una credenza, una superstizione, un mito o un inganno.

Le altre cittadine in cui le apparizioni della Madonna sono state fondamentali sono:

  • LOURDES, il sito di pellegrinaggi più famoso al mondo, con 69 (su 7000) guarigioni miracolose riconosciute dalle autorità ecclesiastiche,
  • KNOCK in Irlanda,
  • FATIMA, in Portogallo,
  • NOSTRA SIGNORA DELLA GUADALUPE, a Città del Messico
  • KIBEHO, in Ruanda.

Dov’è Medjugorje?

dov'è Medjugorje.jpg

 

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