MANTOVA

Mantova. Una e trina

foto di Giacomo Mambriani, testi di Martina Fortunati

Un po’ lombarda, un po’ veneta e un po’ emiliana;

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culla del Rinascimento e dei Gonzaga, Patrimonio Unesco e Capitale italiana della cultura 2016;

Questa è una bellissima città e degna c'un si t muova mille miglia per vederla. Torquato Tasso

impreziosita da Palazzo  Ducale, Palazzo Te e Palazzo della Ragione

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…persino il Mincio ha voluto mantenere la sua trinità, regalandole ben 3 laghi: Inferiore, di Mezzo e Superiore.

Sono curioso di veder questa città così celebre. Si trova proprio in mezzo alle 
acque. Stendhal.

La prima volta che ho visitato Mantova, non ho capito.

Perché Mantova è umile.

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Il Castello di San Giorgio apre le sue porte, ma non è detto che chi le varca torni a casa sapendo che a Mantova c’è un castello, tanto sono preziosi gli edifici che lo affiancano.

Il fiume che l’abbraccia può restare nascosto e in disparte, mentre si assapora una sbrisolona a due passi dalle sue sponde.

Mantova si dice piccola e da minuscola si trucca, ma poi, poi ha nel cuore Palazzo Ducale, una delle residenze più vaste e sfarzose dell’Italia delle Signorie.

Quindi, quasi quasi, io ti consiglio di entrare dal retro.

Da Ponte San Giorgio. E’ da qui che Mantova mostra tutta la sua regalità sospesa sulle acque, è da qui che si vede l’abbraccio dei tre laghi creati da una serie di antichi sbarramenti realizzati nel XII secolo.

Da qui si accede al Castello di San Giorgio e poi dritti in Piazza Sordello, un salotto in cui si respira la grandiosità dei Gonzaga, che dal 1328 trasformarono Mantova, fino a renderla un’esposizione di bellezze.

Se lo desideri, Mantova queste bellezze te le presenta volentieri, a patto che tu non ti faccia distrarre troppo dai monumenti e che ti conceda ancora lo spazio di girovagare e gustare.

  • Palazzo Ducale, la reggia dei Gonzaga, che affaccia su piazza Sordello, uno spazio aperto che spesso ospita esposizioni ed eventi musicali. Al suo interno si trova il più ricco esempio di simbologia di una delle più famose corti  del Rinascimento italiano. E le opere, le opere lasciate da Pisanello (il Ciclo su Artù e i suoi Cavalieri), Giulio Romano (la Sala di Troia), Raffaello (gli Arazzi), fino al Capolavoro di Andrea Mantegna: la Camera degli Sposi.

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La Camera a Mantova. Realizzata tra 1465 e 1474, la famosa Camera degli Sposi di Andrea Mantegna è uno dei capolavori artistici che vale già da solo la visita di Mantova. A differenza di quanto si potrebbe pensare, non era una camera nuziale ma un locale di alta rappresentanza della corte.

Si trova nel complesso museale di Palazzo Ducale ed è tornata visibile dopo un lungo periodo di chiusura, dovuto al terremoto del 2012.

Qui, Mantegna ha saputo realizzare uno dei capolavori del Rinascimento: un ciclo pittorico unitario che riveste pareti e volta come fossero una superficie sola e dilata e annulla gli spazi con una serie di felicissime invenzioni, tra finte architetture ed effetti illusionistici, che culminano nel celebre oculo della volta spalancato sul cielo.

Sbirciando tra gli affreschi, si possono individuare ben tre firme del grande pittore che impiegò nove anni per completare gli affreschi. La prenotazione per vederla è obbligatoria.

La Sala del Labirinto; dove, sul soffitto, si può scoprire l testo
di una canzone popolare dell’epoca:

“Forse che sì, forse che no”

  • il Duomo, con un campanile romanico; il Palazzo Vescovile, Palazzo Bonacolsi, Palazzo Castiglioni e la Torre della Gabbia, dell’inizio del Trecento.

Attraversando il voltone di San Pietro, si raggiunge

  • il Teatro Bibiena, la cui sala è un gioiellino barocco, inaugurata da niente di meno che Mozart quattordicenne.

E poi ancora, Piazza delle Erbe, sul lato della quale si trova

  • Palazzo della Ragione: del 1227, è uno dei più antichi edifici pubblici di età medievale della città. Accanto, la quattrocentesca Torre dell’Orologio caratterizzata dalle ore contrassegnate da numeri romani, i segni zodiacali e la posizione degli astri e la chiesa di San Lorenzo, la mia minuscola chiesa del cuore.
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Palazzo della Ragione
  • e la Biblioteca Teresiana, riaperta nel 2014 dopo 18 anni di chiusura, oltre alla infinita collezione di libri, vanta sale ispirate allo stile di Fischer von Erlach, autore della Hofbibliothek di Vienna.
  • Lcm – Liuteria Classica Mantovana, una produzione che non ha nulla da invidiare a Cremona, ma che dalla tradizione liutaia cremonese si è dovuta distinguere, grazie al lavoro di artigiani di strumenti ad arco reinterpretati in chiave rock o heavy metal.

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A due chilometri di distanza,

  • Palazzo Te, il capolavoro di Giulio Romano, pensato come luogo di ozio per il principe Federico II Gonzaga. Di rilievo, la Sala dei Giganti (con il grandioso colossal cinquecentesco ispirato alle Metamorfosi di Ovidio), di Amore e Psiche e dei Cavalli. Il suo nome non si riferisce alla bevanda, ma è il nome troncato della vicina isola di Teieto.

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E per chi vuole passare da Mantova Museo diffuso rinascimentale, a Mantova, contemporaneo Museo a cielo aperto, esiste

  • Parco dell’Arte sul Lago di Mezzo, un parco galleria dedicata alla scultura contemporanea.

Il Museo della Gazzetta di Mantova

Il museo dedicato agli oltre 350 anni di storia della Gazzetta di Mantova è allestito nel palazzo di vetro in piazza Mozzarelli 7.

Il museo è un vero e proprio viaggio nella storia del quotidiano più antico d’Italia: dai Gonzaga al web sono già tre secoli e mezzo che la Gazzetta documenta la città e la nazione. Con una pausa: il periodo dal 1920 al 1945, quando il quotidiano fu costretto ad abbandonare la sua testata per diventare la Voce di Mantova, organo ufficiale del Partito fascista e il successivo breve periodo di Mantova libera, prima del ritorno all’antico, Gazzetta di Mantova.

Al primo piano si trova la mostra permanente: una linotype, la macchina di costruzione americana usata in tipografia fino al 1981, è stata collocata all’ingresso. Un monumento all’editoria moderna, che trasformava gli articoli in righe di piombo.

Il museo rimane aperto al pubblico dal martedì al sabato, dalle 9.30 alle 18.30, con ingresso libero. Le scuole o i gruppi possono prenotare una visita telefonando alla segreteria del giornale in orari d’ufficio allo 0376 303202.

La fitta agenda di Mantova

Il FestivalLetteratura di Mantova, un appuntamento unico per chi ama i libri e la lettura, arrivato alla sua ventesima edizione, con i grandi nomi della letteratura italiane e mondiale.

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Il neonato Mantova Bike Festival si propone di “celebrare” la bicicletta. E’ un’occasione per diffondere la cultura di questo mezzo di trasporto ecologico, pubblicizzare le possibilità del suo utilizzo, dal cicloturismo all’agonismo al free-style, e valorizzare la città di Mantova, il centro storico e i suoi percorsi ciclabili.

Vicino a Mantova è nata ABICI, un’officina handmade, una ditta di biciclette per vip avviata tra amicineò 2005,  e che si sta imponendo in tutto il mondo.

Tra gli obiettivi quello di far conoscere ai turisti e far riscoprire ai suoi cittadini quanto Mantova possa offrire anche dal punto di vista naturalistico ed ambientale: il Parco del Mincio, Sabioneta o la ciclabile che collega Mantova al Garda per esempio.

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Mantova Musica, 45 appuntamenti di classica, jazz e contemporanea, nei luoghi più belli della città.

Il Festival Mantova Creativa, un’occasione per vedere di studi privati di giovani professionisti creativi generalmente chiusi al pubblico, eventi e mostre temporanee di artisti e designer allestite nelle vetrine dei negozi e negli spazi pubblici della città; convegni e incontri con esponenti della scena creativa internazionale,  performance teatrali, di danza contemporanea e di musica leggera nel centro storico; ecc. ecc. ecc.

Libri sotto i Portici, attivo la prima domenica del mese, dalle 8.00 al tramonto a Castel Goffredo, in Via Roma 28.

Mantova Gastronomica

12788084_10153873839293614_1601429135_nDurante la passeggiata monumentale, non dimenticare di restare vigile, con i sensi dispiegati. Perché Mantova è gusto.

Partiamo dal dolce

La Sbrisolona, Sbrisolina o Sbrisulada, da brìsa, che in dialetto significa briciola. Si pensa sia nata tra il Cinquecento e Seicento tra i contadini e che fosse preparata per essere conservata a lungo con 3 soli ingredienti: farina gialla, farina bianca e zucchero. Nel Seicento alla corte dei Gonzaga la sbrisolona si arricchisce di zucchero, spezie e mandorle. La mia preferita? quella preparata dal Panificio Pavesi.

La torta Elvezia, realizzata con tre dischi di pasta di mandorle, farciti con crema al burro e zabaione artigianale.

I primi

I bigoli, in dialetto bigoi, da “bigàt” (bruco). Spaghetti ruvidi e grossi, fatti a mano o al torchio, che consentono di trattenere il sugo. Appena fatti, in passato venivano messi a essiccare su bastoni sospesi fra due sedie. La ricetta li vuole conditi con ragù di carne o frattaglie d’anatra.

I tortelli di zucca, con la mostarda che a Mantova si prepara con mela cotogna o fettine di pere. Buonissimi non solo a Mantova, ma anche a Viadana,  da Bortolino un’osteria superlocal, con Che Guevara all’ingresso.

Il riso alla pilota a base di salamene, che prende il nome dai piloti, i braccianti delle riserie addetti alla pilatura del riso, che una volta era fatta in un grande mortaio chiamato pila.

Il salame

Il salame mantovano da assaggiare con i classici panini mantovani freschi, con crosta croccante e dalla soffice mollica. Si tratta di panini a basso tasso di umidità. Assaggiali da Bacchi, dal 1967 patria di salumi, formaggi e mostarde piccanti mantovani.

Il vino

Il vino Rosso Quistello IGP, un tipo di lambrusco con 11 gradi dal piacevole sapore di mora e prugna rossa. Questo vitigno autoctono affonda le radici nell’antica Roma: Virgilio, poeta mantovano, nelle Bucoliche cita la “Vitis Labrusca o Lambrusca“, poi durante il Medioevo, grazie ai monaci benedettini, si è continuato a coltivare la vite del Lambrusco. Da Caravatti i migliori aperitivi artigianali tramandati di generazione in generazione.

Le escursioni fluviali nel parco del Mincio

foto di Martina Fortunati

parco del mincioDestinazione Turistica di Eccellenza (European Destinations of Excellence), la Riserva Naturale Valli del Mincio è una delle più vaste e importanti zone umide d’acqua dolce dell’Italia settentrionale, all’interno della quale si possono fare affascinanti escursioni a piedi, in bicicletta o in canoa, in località dove fino a pochi anni fa le attività principali erano la pesca e la raccolta della canna palustre e del carice.

A due passi da Mantova, il Parco del Mincio è un piccolo regno con una biodiversità eccezionale e una meta apprezzata da moltissimi birdwtcher. Qui, infatti, convivono ben 200 specie di uccelli , fra stanziali, migratrici e svernanti, tra le quali aironi rossi, falchi di palude e svassi maggiori.

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Ora, nel parco del Mincio è in corso un programma per la reintroduzione della Cicogna Bianca.

Parte dal centro della città, il Mincio, dai piedi del castello, da Viale Mincio e dal Lago di Mezzo. E’ qui che i mantovani e i turisti si uniscono, per passare una giornata di relax coricati nel parco o di festa, sorseggiando cocktail in uno dei locali sulla riva.

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Le escursioni arrivano fino al Santuario devozionale Grazie di Curtatone, che Francesco I Gonzaga fece edificare nel 1399, durante la grande pestilenza, come voto alla Madonna. Le pareti sono ricoperte da ex voto.

Martripblog ringrazia vivissimamente Giacomo Mambriani, il fotografo ufficiale di questo post, nonchè fotografo giraluoghi in compagnia del suo cane Thomas. Tutte le foto sono di proprietà esclusiva di Giacomo e ne è severamente vietata la riproduzione. Scopri tutte le foto di Giacomo per Martripblog cliccando su “Giacomo” nella sezione categorie.

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