COURMAYEUR

Semplice eleganza ed eleganza semplice. La neve su Courmayeur.

Semplicemente amore. 

Della Val d’Aosta mi sono innamorata in autostrada. Nel luogo in cui i piccoli dei Giganti si prendono per mano e girano in tondo intorno alla carreggiata.

Ho sorriso e inspirato. E capito. Che l’amavo, come solo la montagna si può amare, con infinita gratitudine e velata incredulità.

Molto più intimamente di quanto avrei mai amato il Trentino. Molto più intensamente di quanto amerò mai il Friuli Venezia Giulia o il Piemonte.

Era estate e stavo andando al Parco del Gran Paradiso. Con la neve, è molto facile.

Foto_Dente_del_Gigante.jpg

Semplicità. E’ la prima parola che affido a questa regione. Serenità è ciò che mi si appiccica addosso appena passo il confine di Donnas.

Ed è per questo che, ogni volta che vado in Val d’Aosta, cerco di partire leggera -attrezzatura sportiva permettendo- e di fuggire verso l’alto.

Lo faccio per essere in equilibrio con questi luoghi, con la loro <complessità risolta> che, come disse Brancusi, altro non è che la Semplicità. 

Cosa posso vivere di più complessamente risolto dell’arrivare su una vetta con le membra distrutte e il fiato in riserva e vedere il paradiso e respirarne l’ossigeno?

Come non sentirsi re-solti guardando a monte, dopo aver affrontato una discesa?

Così d’estate, quando i bivacchi mi consentono di dormire sopra agli stambecchi,

…così d’inverno, nei rifugi valdaostani che, meritando il nome che portano, offrono accoglienza, calore, bellezza ed eleganza, ma non sanno mai di perfezione metallica ed inospitale.


rifugio-sulle-piste-courmayeur
da Le Randonneur

Andare a sciare portando con sé due paia di calzature:

  1. scarponi da sci;
  2. birkenstock boston, da utilizzare la sera.

Sai cosa significa? Significa dormire in un rifugio sulle piste da sci. Fare colazione con la maschera appoggiata alla fronte e passare a lavarsi i denti dopo la prima discesa, quando il sapore del caffè è stato sostituito da quello della neve.

Dove? Nel comprensorio sciistico di Courmayeur, 100 km per 31 di piste (di cui 11 blu 16 rosse 4 nere), 18 impianti disseminati tra la Val Veny e Plan Checrouit.

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E neve fresca, ovviamente, e il Monte Bianco che vigila su un fianco.

Chi ama la powder (la neve polverosa), non può non raggiungere Courmayeur. Qui, infatti, è stata creata una struttura diffusa a tutela degli sciatori fuoripista: luoghi dove imparare a utilizzare correttamente l’Artva (lo strumento che aiuta a ritrovare in tempi rapidi lo sciatore sepolto da una slavina), strutture dove verificare il funzionamento degli stessi apparecchi, pannelli informativi con lo stato della neve aggiornato anche più volte al giorno. La scelta è ampia: le discese lungo il Ghiacciaio del Toula fino al Pavillon sono un classico. Ma sono molto apprezzati anche i canali di Dolonne, che grazie all’esposizione a Nord godono a lungo di neve abbondante e polverosa. Per raggiungerli occorre salire fino alla stazione a monte della funivia dell’Arp.

Ma a anche i non freerider, troveranno il piacere! Sciare ai piedi della montagna più alta delle Alpi, fermarsi a contemplare il Monte Bianco, cercare il suo Dente, distrarsi al passaggio di uno spericolato freerider, o dei bravissimi snowborder sulle infinite linee fuoripista, ascoltare il silenzio delle ombre dei larici, guardarle giocare con i riflessi dei cristalli di neve nell’aria frizzante del mattino.

E’ tutto così esaltante che andarsene all’orario della chiusura degli impianti è davvero un peccato…

piste-courmayeur

Per questo a Courmayeur è nata una moda affascinante, un nuovo modo di celebrare l’aprés ski: le Cene in Quota, anche per chi non ha avuto la nostra fortuna: quella di pernottare in quota, al Rifugio Le Randonneur (1807 m; Plan Checrouit).

La Funivia di Courmayeur rimane aperta tutte le sere fino a mezzanotte, per permettere a tutti di trattenersi al Plan Checrouit e alla Maison Vieille.

 

lachaumiere
Bistrot & Gourmet by La Chumière

Noi abbiamo cenato nel super chiccosissimo Bistrot & Gourmet by La Chumière, a pochi passi dalla cabinovia di Dolonne, raggiungibile con gli sci dalle piste Pra Neyron.

Qui, la cucina valdaostana viene reinterpretata in un locale di legno, vetro, elementi di design e quadri di artisti valdostani; servita su una terrazza che si affaccia sulla valle ed esaltata dal sapore di un vino ricercato e di un servizio impeccabile. (hanno anche delle splendide bustine di zucchero fatte a cuore!).

Perfetto per una cena romantica, perfetto per chi si intende di cucina e vino, perfetto per chi non ha passato il pre-aprés-ski al Super G. Quel locale la cui musica sembra rieccheggiare su tutti i 31 km del comprensorio, quel locale che vi fa venire voglia di ballare sugli sci, di sgambettare sullo snowboard, di dondolare sulla seggiovia. Un posto pericoloso, insomma.

Quello che ricorderete passando di qui all’aprés ski sarà solo un dj set degno di Ibiza, ma il Super G è in realtà molto di più: un ‘mountain lodge‘ di charme: hotel, ristorante champagneria, parco giochi per bambini!

Anche la nebbia è bellissima nel comprensorio di Courmayeur.

nebbia sulle piste da sci

Il Dente del Gigante, un incantesimo perenne

Che lo ammiriate bucare un manto bianco o roccioso, che abbiate 8, 18, 0 88 anni, il dente del gigante del Monte Bianco non vi lascerà indifferenti. Se non altro perché la sua sagoma, parte del Gruppo di Rochefort, l’ha trasformato nella vetta più riconoscibile del massiccio.

Meno note, invece, sono le leggende che circondano questa punta.

Il Dente del Gigante Monte Bianco

Gargantua, l’insaziabile Gigante di Rabelais, -quello dalla medievale vita assai orribile, che riuscirà a riscattarsi con la regola monasteriale del Fai ciò che vuoi, – lasciò un testamento assai chiaro.

Le parti del suo corpo sarebbero state distribuite dopo la sua morte e alla Val d’Aosta sarebbe toccato un dente, da infiggere tra i ghiacci del Monte Bianco.

A quei tempi, la bella Val d’Aosta era abitata da spiriti maligni in grande quantità, che scorrazzavano tra le valli portando guai e disagi ai valdaostani. Per questo motivo, un mago orientale, compassionevole e buono, decise di percorrere la vallata pronucniando formule magiche.

Quelle formule, come calamite, attirarono i cattivi folletti, che seguirono il mago alpinista fino a quella vetta, così visibile, così riconoscibile.

Il Dente del Gigante esercitò su di loro una tale attrazione che essi vi entrarono insieme, tutti quanti, finché la porta non si richiuse alle loro spalle.

Fu così che il Dente divenne una inviolabile prigione; la più alta del mondo e la più sicura, seppellita tra i ghiacci del Monte Bianco.

Fu così che la Val d’Aosta divenne uno dei luoghi più sereni in cui allentare le tensioni.

Grazie a Dio e ai Giganti, esiste anche la Val d'Aosta!

Sky Way

La discussissima e discutibilissima Funivia del Monte Bianco è, chiaramente, la novità di stagione.

Senza ramponi, senza picozza, senza corda, anche in mocassini… puoi salire dai 1.300 metri di quota di Entreves ai 3.466 di Punta Helbronner.

Ha una cabina che gira lentamente su se stessa, offrendo un panorama a 360 gradi sui 4.000 delle Alpi occidentali, dal dente del Gigante a les Grandes Jorasses, sul ghiacciaio Brenva, sulla Val Veny e la Val Ferret, e oltre, fino al Cervino e al Gran paradiso, ben visibili anche dalla terrazza panoramica all’arrivo della funivia, dove ci si trova innanzi a Punta Helbronner e al Rifugio Torino, lo storico punto di appoggio per gli alpinisti costruito nel 1952, il punto più vicino al Monte Bianco.

La funivia SkyWay del Monte Bianco è un covo futuristico che non solo -come è stato detto diverse volte- consente ai profani della montagna di ammirare un regalo che qualcuno ha fatto all’umanità tutta, ma soprattutto regala nuovamente agli sciatori la possibilità di sciare fuoripista sul Monte Bianco.

I tracciati per fuoripista sono infiniti, la scelta è tra la Vallée Blanche, la discesa di 24 chilometri sul famoso Mer de Glace che arriva a Chamonix ed è la più spettacolare e facile, e il versante sud della montagna, verso l’Italia, seguendo uno dei tanti itinerari adatti agli esperti.

E chi, come noi di Martripblog, vorrebbe sia “sciare da morire“, sia vedere i fianchi della montagna liberi da impianti; non può biasimare chi l’ha tanto desiderata e chi il 23 Giugno, ha festeggiato l’inaugurazione di un nuovo grandioso traguardo italiano (realizzato dai valdaostani in soli 4 anni).

… per chi non ha lo skipass: ciaspole e snowbike!

snowbike-valdaosta

Se lo sci non vi interessa, ma non avete alcuna intenzione di osservare immobili il sublime dinamico del Monte Bianco che vi attraversa dalla  solida parete di vetro della Funivia; se non sapete sciare, ma il Monte Bianco e i suoi dintorni volete viverli…allora, allora potete provare la Val Ferret con le nuovissime snow bike; MtB con ruote chiodate o fat bike o le più classiche ciaspole.

Lo snowbike è una delle grandi attrazioni della Val Ferret. Si pedala, solo se accompagnati dalle guide autorizzate, proprio lungo la strada pedonale, confidando che la neve sia ben battuta altrimenti le ruote affondano. Il percorso, dopo una breve salita iniziale, si svolge quasi interamente in piano. C’è modo, quindi, di godersi fino in fondo l’ambiente e la nuova esperienza. Si può pedalare anche dopo il tramonto.

Per la sua conformazionela Val Ferret si presta particolarmente alle passeggiate con le ciaspole. I principianti possono accontentarsi di imboccare uno dei sentieri più dolci della valle, mentre gli esperti possono concedersi escursioni più impegnative:

  • a salita al Rifugio Bertone (2.005 m), seguendo il sentiero dell’Alta Via n. 1 dalla frazione di Villair. Sono un paio d’ore di ascesa ampiamente ripagate dal panorama che si gode dalla cosiddetta Balconata del Monte Bianco,
  • oppure dal Rifugio Torino Nuovo (3.375 m), da dove partono diversi itinerari d’alta quota che si sviluppano nell’area di Punta Helbronner, sul ghiacciaio del Colle del Gigante e si spingono fino al Colle di Roquefort.

Oppure, ahimè non senza un po’ di tristezza nell’anima, potete chiudere le porte della natura per godervi la Courmayeur un po’ più glam ma sempre semplice, il glam valdaostano è sempre simpleglam.

  • divertirvi nel Forum sport center: un’arena del ghiaccio con una pista per il pattinaggio aperta al pubblico, corsi individuali e collettivi sia per esperti sia per principianti e, infine, gli allenamenti delle squadre di hockey e short-track, perfetti per chi vuole assistere a spettacoli emozionanti a bordo pista;
  • fare shopping nel centro storico chiuso al traffico, via Roma su tutte,
  • andare a visitare la più bella frazione di Courmayeur, Entreves, situata nella confluenza delle due valli che si diramano da Courmayeur, la Val Veny e la Val Ferret, proprio sotto il massiccio del Monte Bianco. L’ultima località valdostana prima del confine con la Francia.

Parti, e dimentica pure una lingua di scorta; la tua, ti basterà.

 

Martripblog ringrazia vivissimamente Roberto Boselli, il fotografo dell’immagine di copertina, grande frequentatore del comprensorio di Courmayeur e dell’adiacente La Thuile. La foto è di proprietà esclusiva Roberto Boselli.

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