LISBONA

Lisbona. Quello che il turista deve vedere. Con Pessoa, per Pessoa.

di Martina Fortunati

PESSOA AL RISTORANTE

Fernando Pessoa, in un diario del 1913, scrive:

Ho pranzato al ristorante Pessoa, grazie ad un prestito di Joao Correia de Oliveira.

Ciò significa che, per mangiare in un ristorante che porta il suo stesso nome a Lisbona, Pessoa doveva chiedere un prestito.

Pessoa è uno di quelli che ha vagato per Lisbona per 30 anni, dal 1905 alla morte, passando di camera in affitto in camera in affitto, percorrendo a piedi o con gli eletricos (i tipici tram che ancora circolano a Lisbona), la Lisbona popolare.

Egli non sembra interessato alla Lisbona museale o monumentale; finché un giorno non decide di fare un tentativo volto a sottrarre Lisbona e il Portogallo tutto dall’indifferenza europea in cui giace.

Immagina un vasto piano di opere destinato a far conoscere il Portogallo.

Dio mi perdoni perché sto dissacrando un’idea di un simile poeta, ma…credo che se fosse qui, ora, immaginerebbe un altissimo Portugal travel blog.

Ma, purtroppo per noi, egli non è qui e quello che rimane a noi della sua idea, non è che una guida turistica: Lisboa. Quello che il turista deve vedere., Voland.

MArtinho

E quindi, siccome di Lisbona Pessoa scrisse una guida, conclusa nel 1925 e pubblicata nel 1992; forse io non dovrei stare qui ad annoiarvi con i miei racconti. Basterebbe copiarla ed incollarla.

Ma sarebbe un onore troppo grande e Martripblog non è pronta.

E poi, e poi, la condizione triste di Pessoa, la parola che ricorre di più nelle monografie a lui dedicate, è POSTUMO. Questo è infatti un testo, come tutti i libri di Pessoa, incompleto.

Inoltre, Pessoa non avrebbe certo potuto raccontarvi di tutti i tributi a lui, presenti in ogni luogo della città. Tributi che io ho cercato, scovato ed amato!

Comunque preziosa, vi consiglio di comprare questa guida prima di partire, non prima di aver letto altre opere.

Pessoa nasce il 13 giugno del 1888. Ha 5 anni quando muore suo padre e 7 quando la madre si risposa con un console portoghese in Africa. Fernando parte per Durban, in Sudafrica e vi rimane fino al 1905.

pessoa-a-lisbonaDal 1905 al 1935, data della sua morte dovuta ad una cirrosi dovuta all’alcool, Pessoa vivrà a Lisbona, e a lei si sovrapporrà.

In questa città vivrà molte vite, la sua, doppia, di scrittore ed impiegato e quella dei suoi eteronimi: Alvaro de Campos, Alberto Caeiro, Ricardo Reis, Bernardo Soares. Verrà pubblicato, principalmente, postumo.

La figura di Pessoa appare e scompare qua e là, mentre passeggiate per le vie di Lisbona.. Tra i tavolini di un bar, in un murales, nella camera di un piccolo appartamento di Rua Dos Douradores, nelle limonate e nel pane e frittata tante volte mangiate da Pereira, nel romanzo di Tabucchi ecc. ecc. ecc.

Pessoa si riconosce facilmente a Lisbona. “Un Faust in gabardine“, come lo chiamò Tabucchi: baffetti, occhiali , impermeabile, cappello.

Lisbona, sul Tago, sull’Atlantico: Belem

Nella sua guida, LisbonaQuello che il turista deve vedere, Pessoa ci guida a conoscere Lisbona partendo dal mare, partendo da Belem, quella zona da cui mai saremmo partiti, diversamente. Belem e le case bianche e i ciottoli e il Tago, che sta lanciandosi nell’Oceano Atlantico. Belem e la sua torre, patrimonio dell’UNESCO. Belem che ha ancora le tracce di Vasco da Gama e delle caravelle portoghesi che proprio da qui partirono, 500 anni fa, per conquistare il mondo. Belem al tramonto, soprattutto.

Lisbona, oltre ad essere «distesa su sette colli altrettanti luoghi da cui godere esaltanti panorami» è infatti situata alla foce del Tago, il fiume più lungo della penisola iberica.

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Il Ponte Vasco da Gama

Il Tago nasce in Spagna, nella Sierra de Albarracín, scorre per più di mille chilometri verso ovest, attraversa il Portogallo e si getta nell’oceano Atlantico.

Il centro di Lisbona si trova sulla sua riva settentrionale del Tago ed è collegato con un ponte sospeso alla città di Almada. A est, invece, si trova il ponte Vasco da Gama di Calatrava che, con i suoi 17,2 chilometri è il ponte più lungo d’Europa.

Sul lungofiume Ribera das Naus, – oggi la zona è tra le più amate, soprattutto per i locali e il buon cibo- la gente passeggia godendosi la brezza marina che rinfresca la città dopo ore di sole e di afa.

Fino a poco tempo fa passava di qua una strada trafficata che portava in periferia tra edifici abbandonati e parcheggi. Ora, invece, il lungofiume carico di storia è diventato più invitante e i cittadini di Lisbona passeggiano lungo i suoi argini e si godono bagni di sole tra prati, rododendri, palme, monumenti. La città sul Tago sta finalmente riconquistando i litorali di cui i suoi 550 mila abitanti erano stati a lungo privati da strade, binari, industrie e insediamenti militari.

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Il quartiere di Belem è contraddistinto da alcune icone ben riconoscibili dal turista. Belem è visibile nella sua interezza e nella sua poeticità, dalla sommità del Monumento alle Conquiste (Padrão dos Descobrimentos), una caravella la cui prua punta al Tago, costruito per celebrare i secoli d’oro delle conquiste portoghesi (XV e XVI secolo).

Di fronte, si può vedere il Mosteiro dos Jerónimos, triste patria attuale di Fernando Pessoa, voluto dal re Manuel I nel 1502, che per la sua bellezza è stato dichiarato Patrimonio Unesco. [La visita è libera la prima domenica di ogni mese].

E la Torre di Belem, la torre difensiva e celebrativa più fotografata del Portogallo.

Ma la bellezza di Belem, come quella di Lisbona, tutta, sa andare oltre le icone monumentali, ed esprimersi in luoghi che guardano al futuro. E’ questo il caso di LX Factory, sul lungotago; un villaggio di creatività ricavato in un ex fabbrica tessile. Un “luogo del cuore”, fatto di negozi, eventi, librerie a due piani, ristoranti, arte in ogni dove. Imperdibile è Ler Devagar, una libreria a due piani. Imperdibile!

E poi, non tutti lo sanno, l’estuario del Tago è una riserva naturale e una delle zone umide d’importanza internazionale riconosciute dalla convenzione di Ramsar. Con ampie distese fangose, paludi salmastre, canneti e saline, l’area è molto importante per circa 16 specie di uccelli acquatici che svernano o sostano nella regione, per numerose specie di uccelli nidiicanti e per la lontra europea. Fuori della riserva le attività prevalenti sono la pesca, la raccolta dei molluschi e l’agricoltura.

Le rive del Tago, la sera

 Lisbona si diverte, Coimbra canta, Braga prega e Porto lavora

Per i nottambuli le rive del Tago sono un’attrazione irresistibile. Nel Cais Do Sodrè, l’ex distretto a luci rosse della città, al posto di bordelli e club a luci rosse aprono in continuazione nuovi ristoranti, bar e discoteche. 

La sua strada principale, dalle case dipinte di rosa, la Rua Nova do Carvalho, è piena zeppa di bar molto particolari come il Musicbox, un club dove si suona musica dal vivo sotto le arcate di un ponte, o l’osteria Pensào Amor un bar con ottimi cocktail, buona musica e spazio d’arte, ricavato in una ex casa chiusa di cui conserva, con ironia, murales e manifesti.

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Anche la musica qui segue diverse ispirazioni. C’è una nuova generazione di cantanti di fado come Ana Mouna, Mariza e Sara Tavares che reinterpretano le vecchie musiche tradizionali, portandole anche sul palcoscenico internazionale.

La Tavares per esempio, figlia di immigrati di Capo Verde, mescola la saudade portoghese con suoni funk, pop e afrobeat, dando vita a uno stile musicale molto personale. Questo genere di fado di nuova generazione non viene suonato nelle balere dell’Alfama ma soprattutto qui, nei locali in riva al Tago.

FADO-MURALESUnico problema (falso)? Chi vuole ballare deve armarsi di pazienza, perché le discoteche più popolari si riempiono soltanto verso le tre di notte; ma poi non ci si ferma più fino alla prima bica del giorno dopo.

A Belem si trova anche il Mercado da Ribeira. Fin dal XIII secolo era il mercato dì pesce e verdura della città, vicino al fiume. Da pochi mesi il Mercado da Ribeira (sopra) è tornato a nuova vita grazie a un progetto di recupero firmato Time Out.

dove-mangiare-lisbonaÈ la definitiva conferma della rinascita di Cais do Sodré. Ogni sera, schiere di lisboeti si siedono sui lunghi banconi del mercato e pescano nei diversi banchi tutto il meglio della gastronomia della città e del resto del Paese. Il Mercado da Ribeira ospita, infatti, una ventina di corners di alcuni dei più famosi indirizzi e i bistrots dei migliori chef, da provare a prezzi contenuti. E così si acquistano i prodotti della Conserveira de Lisboa, da 85 anni famoso marchio di pesce in scatola. Una produzione tornata di moda, grazie anche a un packaging accattivante e al recupero orgoglioso delle tradizioni.

Per un bicchiere del miglior Madeira, il posto da provare è Garrafeira Nacional, una vera istituzione con altri due negozi in città.

Ma cos’è il Madeira? Il Madeira è un vino liquoroso prodotto nell’omonima isola portoghese. Il suo aroma dolce amaro di caramello è dovuto al riscaldamento al quale il Madeira è sottoposto per almeno tre mesi a 40/50° nelle estufas, ambienti riscaldati. Questa tipologia di vino, spesso prodotto con uve malvasia, ha tempi di invecchiamento lunghissimi, che possono durare anche 20 anni.

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Obbligatorio assaggiare la ginjinha espinheira, dietro piazza del Rossio: nel Mercado c’è anche un angolo, Casa da Ginja, per assaggiare il famoso liquore all’amarena.

Tra i bistrots firmati dagli chef più talentuosi del Paese, ci sono quelli di Henrique Sa Pessoa, celebrity chef televisivo, di Alexandre Silva e Miguel Castro e Silva.

Nei pressi di Cais do Sodré, non perdetevi la Taberna do Vilarinho.

Il Mare

Lisbona è sul fiume, dista dieci chilometri dall’Atlantico, ma sembra una città di mare. L’odore di sale si sente anche nei quartieri periferici e i gabbiani volano sulle strade ed invadono le piazze.

Ed effettivamente, raggiungere il mare non è un’impresa difficile. Basta prendere la metropolitana per il sobborgo dell’Estoril e ci si ritrova in spiaggia. Nel fine settimana molti lisbonesi vanno al mare utilizzando un treno molto rumoroso. Partono dalla stazione di Santa Apolonia  e scendono a Sao Joao do Estoril. Questa zona è davvero carina e che dire del sentiero roccioso che conduce alle spiagge, dove la temperatura non scende mai sotto i 20 gradi e dove soffia un’incantevole brezza.

Arrivati in questo luogo, non perdetevi , il gelato alla Gelateria Attilio Santini, sulla spiaggia Tamariz. Ma, se il vostro obiettivo è il relax, e le spiagge sono troppo affollate, vi consiglio di provare una delle bellissime Piscinas Oceanica, vere e proprie piscine sull’Oceano Atlantico.

Che Lisbona sia anche città di mare è testimoniato dal passaggio, nelle sue acque, della Volvo Ocean Race, regata intorno al mondo che si tiene ogni tre anni e dalla presenza di un Oceanario.

Sulla strada che conduce all’Oceanario si trova uno spazio davvero curioso e piacevole: si tratta di Beatus, uno spazio che contiene un bar, un ristorante, un centro multiculturale, una scuola di musica ed una biblioteca, ospitata all’interno di un tipico bus londinese che pare il proprietario abbia comprato su ebay.

Sulla stessa via, nei pressi della stazione Santa Apolonia, troverete O Arranca-Corações, un locale fantastico, uno dei miei preferiti, in stile steampunk.

Il Centro di Lisbona, la Baixa

Poi Pessoa ci riprende per mano, ci porta in giro per le vie del centro, dove scopriamo che poco è cambiato dal 1925: Praca do Comercio e la Baixa.

La Baixa, ormai piena di marchi commerciali, resta depositaria, ancora, delle architetture del marchese di Pombal e dell’economico e tradizionale Restaurante Pessoa, in Rua Dos Douradores, fondato nel 1864 e frequentato dallo scrittore che qui ha vissuto e che ne parla, ne Il libro dell’Inquietudine.

Il cambiamento è dovuto principalmente alla costruzione di opere contemporanee, nella zona dell’Expo 1998, per esempio.

Lisbona è una città pedonale, come Pessoa, vi consiglio di visitarla a piedi, servendovi solo di tanto in tanto del tram e solo perché è bella la sensazione che infonde il viaggio sugli eletricos.

In questo modo potrete camminare attraverso le strade della Baixa, che prendono il nome dalle attività che un tempo lì si svolgevano: Rua da Prata e la Rua da Oro, rispettivamente dei mercanti d’argento e degli orafi.

La maestosa Praca do Comércio (chiamata anche Terreiro do Pago), una delle piazze più grandi d’Europa, si raggiunge in un battito dal Tago, poiché essa è aperta sul fiume. Il sabato mattina, sotto i portici della piazza, si tiene un adorabile mercatino dell’antiquariato e è qui che sorge il ristorante Martinho de Arcada, il caffè-ristorante più antico di Lisbona, aperto dal 1782, dove Pessoa era un habituè. Qui, sono esposte molte foto di Pessoa e il prezzo è davvero conveniente.

Percorrendo la pedonale rua Augusta, l’affollata via dello shopping di Lisbona, che unisce Praca do Comércio al Rossio, si arriva all’Arco trionfale e al Elevador de Santa Justa.

Tipico e molto affascinante, questo ascensore di Lisbona, detto anche Elevador do Carmo, è alto 32 metri e costruito a fine 1800. Uno dei 9  ascensori di Lisbona, iniziò a funzionare a vapore e nel 1997 è stato classificato come monumento nazionale. Ha due cabine decorate con legno, che possono portare in totale 45 persone.

Esso porta ad un punto panoramico, un miradouro, da cui è possibile ammirare il Castelo de Sào Jorge e l’Alfama fino alla distesa del fiume. Qui, così come alle rovine della Chiesa do Carmo, si può arrivare anche attraverso vicoli e scale.

Catello Sao Jorge Kubrick
Stanley Kubrick fotografa Lisbona. Da Castello Sao Jorge

Nella Baixa di Lisbona si trova anche la Casa dos Bicos, che ospita la Fundagào José Saramago, il secondo miglior scrittore portoghese e la seconda testimonianza che il Portogallo ha ospitato il meglio della letteratura mondiale. Egli è stato molto legato alla figura di Pessoa, al punto da scrivere un libro su Ricardo Reis. La sua vita e la sua opera sono preservate nella fondazione a suo nome, in Rua dos Bacalhoeiros.

Cose che Pessoa si è perso ma di cui noi possiamo godere:

  • Il Trobadores, una taverna medievale, altresì detto pub molto accogliente.
  • ViniPortugal, una sala degustazione centrale e molto carina dove, con una prepagata da tre euro, si possono assaggiare diversi vini portoghesi.

L’Alfama

dove-mangiare-alfamaL’Alafama. Il quartiere più antico di Lisbona, quello che più di ogni altro corrisponde al cliché di Lisbona. I suoi tram gialli cigolano nei vicoli, la vernice viene via dai portoni di legno intagliato e le facciate un po’ sbilenche, decorate con azulejos sembrano barche in procinto di affondare. (da visitare il Museu do Azulejo nell’antico Mosteiro da Madre de Deus. All’ultimo piano c’è un pannello che rappresenta Lisbona prima del terremoto).

Nell’Alfama vi sentirete a “casa”, ammesso che in casa vostra si stendano i panni fuori dalla finestra, si cuociano sardine su griglie da marciapiede, si parcheggino le auto in posizioni impossibili, vi siano anziani che giocano a carte fuori gli usci delle case ecc.

L’Alfama è un groviglio di vicoli con i ciottoli sconnessi, intervallati da punti panoramici, castelli, cattedrali e piazzette.

Durante il dominio dei Mori l’Alfama era il centro della città, ma a partire dal XVII secolo i portoghesi più ricchi si spostarono a ovest, in quartieri eleganti come la Baixa. L’Alfama divenne il quartiere dei poveri, conobbe una forte decadenza e si trasformò in una zona di rovine che di sera era buio e pericoloso. La sua rinascita iniziò alla fine della dittatura di Salazar, nei primi anni Ottanta del Novecento. Molte case sono state risanate, le piazzette rimesse a nuovo.

A chi attraversa l’Alfama con il mitico eletricos 28 viene voglia di scendere a ogni fermata, per ascoltare i cantanti di fado che si esibiscono di domenica o per godersi una bottiglia di birra lisbonese Superbock in uno dei locali lungo il tragitto.

Ma anche, e soprattutto, per ammirare Lisbona da uno dei suoi miradouro:

  • Miradouro Nossa Senhora de Graça
  • Miradouro de Santa Luzia, che comprende anche un muro rivestito dalle tipiche (azulejos) azzurre e bouganville.
  • Il Castello de Sao Jorge. In una delle sue 10 torri, quella di Ulisse, c’è un periscopio che permette di vedere Lisbona a 360 gradi.
  • Il Sao Vicente de Fora.  Dal suo tetto si riconosce il carattere particolare della città che non ha un centro, né grattacieli spettacolari o grandi piazze… ha però:

Il Monastero Sao Vicente de Fora Ci sono due modi per raggiungere questo monastero. Il più faticoso è percorrere la scalinata a piedi, ma i turisti preferiscono decisamente la salita con l’ascensore di ferro Elevador de Santa Justa. L’antica chiesa contadina sulla collina ricorda la resistenza di Lisbona, che proprio qui nel XII secolo riuscì a sconfiggere i Mori che l’avevano occupata. Insieme alla Torre di Belem, il monastero rappresenta uno dei più importanti edifici storici sopravvissuti al grande terremoto del 1755. Prima di entrare in chiesa merita una visita il grande chiostro a destra, in cui gli splendidi azulejos colorati rappresentano le favole di La Fontaine. Passando accanto ai sarcofaghi dei re portoghesi, si raggiunge la terrazza sul tetto che offre una grandiosa vista sul Tago, sulla bianca cupola del monumento ai navigatori e sulla Feira da Ladra, considerata il più antico mercato delle pulci d’Europa. Un tempo era qui che venivano smerciati i beni rubati.Sé e

Santo Antonio da Sé. Sant’Antonio a Lisbona e nell’Alfama è un santo veneratissimo. La notte del 13 Giugno, la statua del santo viene portata in processione e i quartieri attigui a l’Alfama si riempiono di persone che mangiano sardine e vino rosso. La Sé è la cattedrale di Lisbona, restaurata nel corso dei secoli, soprattutto dopo i terremoti del 1344 e del 1755. L’interno della chiesa è austero ma è ampiamente compensato dai 17 kg d’oro e dalle 4120 pietre preziose con cui è fatto l’ostensorio donato dal re Joao V. Poco distante dalla Cattedrale c’è la Chiesa di Santo Antonio da Sé, costruita sul luogo dove c’era la casa di Sant’Antonio da Padova che a Lisbona nacque e visse per molti anni.

Patria del fado, l’Alfama ospita anche il Museu do Fado Lisbona; il tipico canto popolare portoghese che nasce dall’intimo dell’animo, famoso nel mondo soprattutto grazie ad Amàlia Rodrigues, una delle sue più grandi interpreti. Il museo racconta l’evoluzione di questa musica attraverso audiovisivi, pannelli illustrativi, strumenti musicali.

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O Fado, di JOSÉ MALHOA, olio su tela

Se decidete di pernottare all’Alfama, ma non sapete dove… vi consiglio di provare l’Alfama Patio Hostel. A noi è piaciuto moltissimo!

Mouraria

Vicino all’Alfama, si trova il quartiere di Mouraria [di origine moresca]. Fatto di vicoli e di case marroni, è un quartiere multietnico (qui vivono persone provenienti da 56 diversi Paesi. Molti sono originari delle ex colonie portoghesi in Africa), colmo di negozi di frutta, di sari e…foto degli abitanti stampate sui muri di case e strade.

Nei locali di questo quartiere malfamato è nato il Fado il famoso genere musicale strettamente legato all’anima portoghese. È qui che la prima grande diva del fado, Maria Severa, trascorse la sua infanzia nell’Ottocento. Nel 2013 è stato aperto un nuovo teatro nella casa della sua famiglia.

Cozinha Popular da Mouraria
Cozinha Popular da Mouraria

II quartiere popolare di Mouraria è laboratorio di progetti interessanti. La Cozinha Popular da Mouraria, spazio collettivo per la locale comunità, è anche cucina e ristorante che ospita regolarmente giovani chef di talento per serate a tema.

Poco distante, sulla bella collina di Santana, si sta realizzando un altro grande progetto: il restauro del monastero di Desterro, utilizzato a lungo come ospedale. Già tra breve ospiterà sedi di imprese start-up ma anche orti, studi di medicina naturale, scuole sperimentali e gallerie d’arte. Il vecchio ospedale diventerà così sede di un think tank creativo.

Il Bairro Alto

Il tram 28, l’eletrico, su cui Pessoa saliva per attraversare tutta la città partendo dall’Alfama, e passando per la Baixa, il Chiado, arrivando fino al Bairro Alto.

«…le fermate del centro sono proprietà dei turisti, con le braccia fuori e le macchinette scattanti, si viene e si va per non altra ragione che non sia lo stesso viaggiare sul 28…»

cit. Cercando Tabucchi.

Forse Pessoa non godeva di questa zona come possiamo goderne noi; probabilmente la viveva in modo differente.

In Rua de Saudade, tuttavia, possiamo sognare di vedere l’abitazione di Pereira, il personaggio del famoso libro di Tabucchi, al civico 22 che, però, non esiste.

Questo non ci impedisce di raggiungere questo splendido quartiere bohemien verso sera, quando aprono molti dei negozietti più originali di moda, scarpe e vinili, le librerie notturne, le ateliers degli artisti e le bancarelle di tutti i creativi del Portogallo, quando Rua da Rosa e Rua do Norte si riempiono di giovani, quando è possibile scoprire l’infinita scelta di genere che i locali di questa zona consentono: piccoli baretti dove comprare all’asta un shots, jazz club, lounge bar raffinati, case do fado, oscuri angoli dedicati al metal chic, caffè letterari, un’infinità di musica dal vivo, osterie dove è possibile gustare ottimo cibo con pochi soldi in tasca, ecc.ecc.ecc.

Al Bairro Alto si arriva a piedi, sudando, oppure grazie alla funiculare da Gloria, che conduce direttamente al Miradouro de Sao Pedro de Alcantara.

Solo in questo quartiere poteva sorgere il bellissimo Museo del vino Porto, con le sue 200 qualità di un unico vino.

Ma cos’è il Porto? Il Porto è il vino liquoroso più famoso nel mondo. Viene prodotto a Oporto nella valle dell’alto Douro. Si può ottenere da 50 tipi di uva bianca e nera. Durante il processo produttivo al vino viene aggiunto del Brandy o alcool, per bloccare la fermentazione. Dopodiché il porto è posto nelle pipe e lasciato riposare per un paio di mesi.

lxboutiquehotel-lisbona
Ogni piano dell’hotel è stato progettato e dedicato ad un concetto legato a Lisbona; alla musica fado, al fiume Tago, al Barrio Alto, ai Sette Colli di Lisbona, a Fernando Pessoa.

Ed è qui che sorge un altro luogo legato, anche se indirettamente, a Pessoa: l’Lx Boutique Hotel, che corrisponde all’hotel Braganca, dove José Saramago fa alloggiare Ricardo Reis, uno tra gli eternonimi di Pessoa, nel romanzo L’anno della morte di Ricardo Reis. Ricavate da un palazzo centenario, le 45 camere su 5 piani sono arredate individualmente con stile contemporaneo.

Un consiglio? Andate a Tasca do Chico una piccola osteria tipica, aperta fino a notte fonda per permettere a tutti di ascoltare fado dal vivo, gustando ottime tapas e pochi altri piatti, come zuppe e taglieri di affettati a 10 euro. Tasca è un termine che indica le famose, piccole osterie portoghesi a conduzione familiare nelle quali assaporare i piatti della tradizione a base di pesce, come le sardinhas assadas e il Bacalhau à Brás ; per i più golosi c’è anche il pastéis de Belém, un cestino di pasta sfoglia ripieno di crema e dalla copertura di zucchero caramellato.

A sette minuti a piedi dal Bairro Alto, poi, Casa Raphael Baldaya è un circolo ricreativo, tapas bar, casa della poesia, locale serale, della musica e del teatro, che porta il nome del meno famoso tra gli eteronimi di Fernando Pessoa. Vale la pena, se avete molto tempo, dare un’occhiata alla programmazione.

 Il Chiado, tutto di Pessoa

Di fianco al Bairro alto, sopra la Baixa, Il Chiado è il quartiere adorato da Pessoa e adorante Pessoa. Ricostruito dopo il grande rogo del 1988, sede di teatri, librerie, circoli culturali, è il quartiere più pensante di Lisbona.

La via che più celebra Pessoa è Rua Garret, oggi diventata piuttosto chic. E’ qui che sorge il caffè A Brasileira, il luogo in cui Pessoa passava buona parte del suo tempo libero, dove ha scritto la guida di Lisbona, dove spesso si è fatto immortalare, il luogo in cui Pessoa non passa più inosservato… Grazie ad una statua in bronzo, che domina l’esterno del locale, ogni turista che passa da Lisbona è costretto a chiedersi chi sia quel signore seduto al tavolino, con i baffetti e gli occhiali.

Poco distante, la Casa Natale di Fernando Pessoa, in Largo de Sao Carlos 4, davanti al teatro, dove una targa ricorda che al quarto piano nacque il 13 giugno il poeta Fernando Pessoa e una statua di Polon celebra un Pessoa con una testa libro.

lISBONA E PESSOA

Accanto alla Casa natale si trova il ristorante Belcanto, che fa parte dei 100 migliori ristoranti del mondo e ospita lo chef del momento.

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By The Wine

Se invece di un ristorante stellato scegliete un luogo accogliente e molto raffinato, frequentato da giovani che mangiano tapas e taglieri di salumi e bevono un vino buonissimo (la carta dei vini è chilometrica!), vi consiglio di andare al By the Wine José Maria da Fonseca.

Poco lontano l’Elevador da Bica, utilizzato spesso da Pessoa.

E poi, non molto distante da qui, la Casa Fernando Pessoa. Dove le lacrime sono d’obbligo, perché è qui che ha abitato per 15 anni, prima di morire, è qui che ha appoggiato i suoi occhiali, è qui che scriveva oroscopi e si esercitava in arti esoteriche. La casa è diventata un museo, che contiene i suoi famosi occhiali, una prima edizione della sua opera Mensagem e gli arredi originali della sua camera da letto. Si trova in Rua Coelho da Rocha 16, via adiacente al Flagrante Delitro, un ristorantino di cucina locale economica, «il ristorantino di casa Pessoa» è il commento che lo scrittore mise ad una foto che lo ritraeva qui a bere vino.

La periferia

I murales, ormai lo sapete, sono la passione di Martripblog. E Lisbona, ci ha saziate per un po’. Già nel centro, soprattutto nel Bairro Alto, patria del Museo Efemero, vi sarà capitato di incontrarne, ma… che dire delle periferie. Amoreiras, la già citata Mouraria, ma anche…e soprattutto Avenida Fontes Pereira de Melo, dove Blu,

blublu il graffitaro italianissimo, made in Bologna, ha dipinto un businessman con una corona “firmata” dalle più grandi compagnie petrolifere americane, che beve il mondo con la cannuccia. Per amor di patria e per amor di Blu, questo è il nostro preferito -non ce ne voglia Pessoa-ma sui palazzi di Fontes Pereira de Melo troverete anche ben altre opere d’arte, per fare il pieno di Street Art!

Non siete sazi? Guardatevi intorno alla ricerca di Alexandre Farto, in arte Vhils, l’artista di strada portoghese che dipinge normali, banali passanti con una tecnica entusiasmante e li trasforma in soggetti esplosivi: sì…perché il suo metodo consiste nel deporre piccole cariche esplosive di una precisione fuori dal comune sul muro  e nel farle esplodere.

Vedere per credere!murales lisbona

E poi, torniamo al Bairro Alto, dove la Pampero Fundacion (legata proprio all’azienda produttrice di rum) ha promosso la nascita del Museu Efémero di Lisbona, il primo museo a cielo aperto che raccoglie le migliori opere dipinte sui muri della capitale portoghese racchiuse in un percorso nel Barrio Alto. L’Efémero di Lisbona è gratuito e in pieno stile web 2.0: le foto delle opere sono raccolte in una mappa su Flickr e l’audioguida è scaricabile dal sito del museo direttamente sui vostri lettori mp3.

In – fine

Cemitério dos Prazeres, il cimitero dove giaceva Pessoa, dove giace Tabucchi (vedi Gli ultimi tre giorni di Pessoa, Tabucchi). Oggi Pessoa è seppellito al Mosteiro dos Jeronimos. Egli è stato trasferito nel luogo in cui giacciono i grandi, grazie alla sua fama postuma. E’ insieme a Vasco da Gama e a Luis de Camoes.

«È estate, Lisbona è torrida, e il protagonista crede di avere un appuntamento con Pessoa che è un poeta evaporato da tanto tempo, è vento, marameo, un fantasma»

Cercando Tabucchi



D +

  • Libri da leggere assolutamente:

Tutte le opere di Fernando Pessoa, così come tutte le opere dei suoi eteronimi.

Antonio Tabucchi, Sostiene Pereira. (Lisbona 1938, Pereira è caporedattore del Lisboa, beve limonate accanto ai ventilatori per ripararsi dal caldo torrido che lo sorprende spesso a Lisbona. Solo dopo aver conosciuto due fidanzati antifascisti, anti regime di Salazar, la sua vita avrà un guizzo, verso la democrazia). Maggior traduttore italiano di Pessoa, lo ha studiato infinitamente.

José Saramago, L’anno della morte di Ricardo Reis. (Ricardo Reis è un eteronimo di Pessoa. Saramgo lo fa tornare a Lisbona nel 1935, l’anno della morte di Pessoa, lo fa morire nel 1936; l’anno in cui muore anche la civiltà europea, sotto i regimi nazifascisti di Salazar, Franco, Hitler e Mussolini). Ha pubblicato anche Storia dell’assedio di Lisbona.

Paolo Di Paolo, Michela Monferrini, Cercando Tabucchi.

  • Peixe em Lisboa: Lisbona per un mese è la capitale gastronomica d’Europa. Dal 9 al 19 aprile, infatti, si tiene Peixe em Lisboa. La manifestazione da 8 anni propone il meglio della cucina di mare, portoghese e internazionale. In Praca do Comércio per dieci giorni sono in programma incontri, degustazioni e lezioni di cucina con le migliori ricette di pesce. Al centro dell’evento gli showcooking di chef nazionali e di altri Paesi, come Brasile, Francia e Spagna. È anche l’occasione per scoprire i giovani emergenti con l’evento parallelo Sangue na Guelra, un vero collettivo di talenti che fa diversi progetti in città. Sotto il porticato di praga do Comércio si svolge il Mercado Gourmet dove acquistare specialità golose e tanti strumenti per la cucina. Non può mancare uno spazio dedicato al dolce nazionale, il pastel de nata: le migliori pasticcerie della capitale sì sfidano per il primo posto. Nei giorni della manifestazione dieci tra i più importanti ristoranti della città propongono menù speciali a base di pesce e sono aperti tutti i giorni dalle 12 a mezzanotte.
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