MACUGNAGA

Al cospetto di 2500 m di parete, sciare con i Walser. Welcome to Macugnaga.

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Monte Rosa

Descritta e studiata da Horace Benedict de Saussure, scelta dal popolo Walser come proprio angolo di paradiso, amata dai grandi alpinisti dell’800, Macugnaga è protetta dalla parete a più alta prominenza delle Alpi e l’unica di dimensioni himalayane : la Parete Est del Monte Rosa.

La cima della parete est fa infatti parte del comune di Macugnaga che, con i suoi 500 abitanti, si estende da 946 a 4633 m s.l.m.

Macugnaga sorge silenziosa e raccolta ai piedi della Punta Dufur che, con i suoi 4637 m, è la vetta più alta del massiccio.

1533926_10151891397898483_608647188_nUmile e discreta come solo i villaggi montani piemontesi sanno essere (a differenza dello sfarzo luminescente delle mete trentine), Macugnaga è una perla diffusa.

DSC_0571Formata da diverse frazioni completamente autosufficienti – ognuna possiede chiesa e forno per il pane di segale-, unite tra loro dal torrente Anza, ha vissuto per secoli in un perfetto isolamento, che le ha permesso di consolidare tradizioni ancora molto sentite dalla esigua popolazione locale.

La regina tra le piccole frazioni di Macugnaga è certamente Staffa, dominata da Il Dorf, vale a dire l’originario nucleo abitativo walser della conca glaciale di Macugnaga.

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Il nucleo è formato da una piccola chiesa romanica detta Chiesa Vecchia e dal minuscolo cimitero in cui giacciono molti grandi alpinisti.

DSC_0607.jpgA vigilare su di loro è un antico tiglio che, con una circonferenza di 8,30 metri, è diventato nei secoli il simbolo della comunità.

Il resto, è composto da fienili e baite in legno con tetti in beola.

Anche gli alberghi di Macugnaga sono stati realizzati principalmente attraverso il restauro di vecchie case e fienili.

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Parte del fascino di Macugnaga è dovuto alla completa assenza di alti edifici moderni, vietati da un rigido piano regolatore degli anni ’60 (anni che hanno invece rovinato l’atmosfera di molte altre località alpine).

Il “piano ” di Macugnaga riserva comunque altre sorprese. Nella frazione di Borca, infatti, si cela una miniera d’oro. [vedi paragrafo dedicato]

Un’altra frazione molto accogliente è quella di Pecetto, frazione che ospita la famosa Casa Pala, abitazione del 500, dichiarata monumento nazionale quale antico e significativo esempio di tipica forma architettonica walser.

Le baite di legno di Macugnaga sono costruite con tronchi di larice incastrati (la tecnica del blockbau), hanno linee nette, pulite, schiette come il popolo che le abitava

Di origine e lingua alemanna, i Walser hanno abitato prima la propria terra e poi i propri corpi; hanno adattato gli uni all’altra e viceversa.

Una terra aspra, difficile, che ha ispirato gli usi e costumi Walser, che ne ha plasmato i caratteri, gli strumenti, la cultura. Una terra che i Walser hanno preservato come tale, un ethos che è stato tramandato di generazione in generazione e che sopravvive, ancora negli sguardi fieri degli abitanti.

Impugnate le ciaspole e, da Pecetto, passando per Isella (1214 m ) e per la val Quarazza, raggiungete in un’oretta il magico Lago delle Fate (1309)che anche n pieno inverno offre un panorama soleggiato e molto romantico.

Spero non spenga il vostro sguardo sognante sapere che il Lago delle Fate di Macugnaga è artificiale, creato dallo sbarramento del torrente Quarazza.

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Lago delle fate, Macugnaga

E adesso…sciate!

Sciate il Monte Rosa, facendovi distrarre continuamente dalla visione maestosa della parete Est, che vi sembra di poter raggiungere con la racchetta.

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Il comprensorio sciistico di Macugnaga comprende 30 km di piste, per 8 impianti di risalita.

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Da Pecetto partono le piste del Belvedere (2000 metri), servite da seggiovia. Una tecnica (la Belvedere), una più panoramica (la Ruonograbe).

Da Staffa, invece, partono le piste del passo di Monte Moro, servite da funivia. Le discese sono lunghe e divertenti ed è presente anche uno Snow Park.

A Pecetto ed Isella, poi, esistono due piste da fondo.

Il principale motivo per raggiungere Macugnaga con gli sci, però, non è sportivo, ma osservativo.

Da Belvedere la vista spazia fino alle vette che separano Macugnaga dalla Valsesia, incontrando talvolta camosci e stambecchi.

1533926_10151891397898483_608647188_n.jpgCon gli ai piedi e la maschera agli occhi, sentirete dentro di voi prodursi il sublime dinamico di Kant.

Mentre scivolate sulla neve, osservate la parete est del monte rosa alzarsi su di voi.

La sensazione è quasi spaventosa, è quasi…

[…]sorge dal sentimento di un momentaneo arresto delle energie vitali, seguito da una più intensa loro esaltazione.

Critica del Giudizio, I. Kant

è sublime, appunto!

Il meraviglioso panorama sulla parete Est del Monte Rosa è godibile anche dall’Alpe Bill.

Quest’ultima può essere raggiunta con la funivia o con le ciaspole, partendo da Pecetto.

Le meravigliose immagini che abbiamo cercato di abbracciare ed introiettare durante il giorno sono parimenti emozionanti la sera, quando il sole cala su Macugnaga,si illuminano le finestre degli chalet e la luna fa brillare il ghiaccio del Monte Rosa.

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Il Rifugio Zamboni Zappa

Un’altra esaltante escursione dedicata a chi non ha voglia di prendere impianti, è quella- da fare con le ciaspole- che va dalla stazione della seggiovia del Belvedere al Rifugio Zamboni – Zappa.

Da Pecetto si prende la funivia fino a Burki; e la seggiovia fino alla stazione sciistica del Belvedere. Una volta arrivati si inizia a salire, costeggiando il tapis roulant che sale fino a 1947 metri.

Da qui, si svolta e, seguendo il ghiacciaio sulla sinistra, si raggiungono i 2065 m dell’alpe Pedriola e i 2070 del Rifugio Zamboni – Zappa (2070).

Da qui, si scorgono tutti i 4000: la punta Gnifetti con la Capanna Margherita, la Zumstein, la Dufour, la Nordend, i ghiacciai del Monte Rosa, del Belvedere e delle Locce.

La valle dell’oro

Ogni mattina, a Macugnaga, il sole batte sulla neve della parete est del Monte Rosa e investe via via le frazioni, come un’eruzione di cristalli luminosi.

La magia di questi riflessi sembra voler risvegliare qualcosa di antico e nascosto. Qualcosa che risiede nelle viscere del Massiccio del Monte Rosa: i giacimenti d’oro.

Nella parte di Monte Rosa che vigila su Macugnaga sono state scavate gallerie per almeno 60 km, nelle quali lavoravano minatori walser. Dalla profondità dei ghiacci del Monte Rosa nascono fiumi che ancora depositano pagliuzze d’oro tra la ghiaia.

L’unico esempio visitabile di ciò, è la miniera d’oro della Guia, a Borca.

 

 

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