CAPPADOCIA

Cappadocia. Le fate si scaldano in camini di luna

di Martina Fortunati

I camini delle fate.

CAPPADOCIA-MONGOLFIEREVale a dire, un labirinto di pinnacoli, di enormi funghi di tufo col cappello di roccia, di canyon, di castelli scavati nella roccia, di città sotterranee, di chiese rupestri e mongolfiere, che danno vita a un paesaggio unico al mondo: la Cappadocia.

Questa incredibile terra sembra essere uscita da un libro di fiabe.

Ma la Cappadocia fa davvero parte del nostro mondo. E’ fatta con le viscere della nostra terra.

CAPPADOCIA-DELLE-FATELo scenario lunare che si staglia davanti ai nostri occhi, appena varcata la soglia della Kapadokya, un tempo cuore dell’impero ittita, è in realtà un panorama lavico, fatto di strati di tufo originati dalle grandi eruzioni vulcaniche avvenute dieci milioni di anni fa.

La lava fuoriuscita dai vulcani, trai principali, l’Erciyes Dag’i (3916 m) e l’Hasan Dag” (3253m), è stata successivamente e continuamente scolpita dall’acqua e dai venti. 

FORMAZIONI-TUFO-CAPPADOCIALa conseguenza di queste erosioni è stata la creazione di formazioni coniche che si innalzano come pinnacoli verso il cielo.

La Cappadocia, dal 1985 inserita nella lista dei siti Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, è una regione storica dell’Anatolia, situata 700 km a sud di Istanbul.

Abitata dagli Hatti prima e poi da Hittiti, Assiri e Persiani, attraversata dalla “via della seta”, nel 17 d.C. passò sotto il dominio dei Romani e fu poi costretta a subire le invasioni degli Arabi.

Con le sue 365 chiese, alcune delle quali ancora affrescate,  questa terra conserva le tracce di un cristianesimo eretico. E’ qui infatti che trovavano rifugio anacoreti ed eremiti cristiani, che costruirono monasteri, basiliche ed interi villaggi.

I monumenti selgiuchidi di Kayseri, invece, portano con sé recano testimonianza della cultura ottomana.

LA VALLI E GOREME

Ma fu senz’altro la Valle di Goreme ad accogliere in sé intere popolazioni, che scavarono le loro abitazioni nel tufo e trasformarono la Cappadocia in uno straordinario universo rupestre. 

goreme
Goreme

Goreme è un luogo incantato, dove abitazioni comuni e camini delle fate (edifici scavati nel tufo) si mescolano; dove backpackers e turisti camminano a fianco di burka e salvar.

Prima che la Cappadocia venisse rivalutata come meta di estremo interesse storico/culturale, infatti, Goreme era un villaggio di agricoltori.

Poi,  nel 1907, un prete francese scoprì le sue chiese nascoste nella roccia, e così Goreme si trasformò nel principale campo base per visitare la Cappadocia, anche a piedi.

goreme-case-nella-roccia

Qui vitto e alloggio sono diversificati e convenienti; non farete fatica a trovare un alloggio in campeggio, ostello, pensione, hotel, oppure… all’interno di un cono di tufo!

Anche se molto turistica,  a Goreme si respira davvero una magica atmosfera, resa ancora più catartica dal welcome-to-goreme.jpgrichiamo alla preghiera del muezzin.
Dagli altoparlanti del minareto, la sua voce arriva in tutto il paese; persino nella parte alta di Goreme dove, grazie ad un punto estremamente panoramico, è possibile ammirare tutta la valle al tramonto.

E che dire dell’alba su Goreme? Perché è proprio sul finire della notte che al chiarore del tufo e alla polvere dei canyon si aggiunge un tocco di meraviglia:

mongolfiera-cappadocia-albaLe mongolfiere sulla Cappadocia!

In Cappadocia, la natura regala angoli e scorci suggestivi che lasciano a bocca aperta se visti dall’alto, mentre all’orizzonte spunta il sole.

Coloro che desiderassero partecipare ad un volo in mongolfiera, dovranno alzarsi alle 4, per assistere al gonfiaggio del pallone (uno spettacolo unico!). Poi tutti a bordo! Quattro persone in ogni cestello!

Dalla visione globale della regione da grandi altezze, fino giù, tra i camini delle fate, a sfiorare le rocce appuntite, lo spettacolo della Cappadocia vista dall’alto è un’esperienza che merita di essere vissuta.

Cionondimeno, anche quelli un po’ restii, che non se la sentono di volare, o tutti quelli che per colpa del low-cost (un viaggio in mongolfiera in Cappadocia costa minimo 90 euro) fossero costretti a rinunciare, non rimarranno delusi. La visione delle stesse mongolfiere colorate intorno a Goreme è eccezionale.

panorama-cappadocia-goreme

Tra le due, tutte e due!

  • Museo a Cielo Aperto

A circa un chilometro dal centro abitato di Goreme, il Museo all’aperto di Goreme offre la visita di numerose chiese, cappelle e monasteri rupestri di epoca bizantina.
Le chiese sono scavate nella roccia e custodiscono splendidi affreschi millenari, conservati quasi integralmente. chesa-turchiaSolo per citarne qualcuna: la Chiesa della Mela, la Chiesa della Fibbia, il Monastero delle Monache affiancato a quello dei Monaci, la straordinaria Chiesa Buia (il nome le viene dal fatto che l’unica apertura che porta luce all’interno è una fenditura su una parete laterale), il cui interno è integralmente ricoperto di affreschi dai colori brillanti.

E infine non va dimenticata la Chiesa dei Sandali, sullo stesso spuntone roccioso, il cui nome deriva dalle impronte sul pavimento dell’ingresso. 

Non vi stancherete facilmente della visione delle chiese scavate nella roccia di Goreme, ma sappiate che, a pochi chilometri da qui, troverete spettacoli di superiore bellezza.

  • La Valle di Devrent

A nord di Goreme, su una strada panoramica che collega Cavusin con Pasabag, esiste la vera e propria valle dei camini delle fate, dove le formazioni rocciose raggiungono i 40 metri di altezza con la classica forma conica sormontata da una sorta di cappello costituita da una roccia piatta. E’ un luogo dove la natura mostra tutta la sua forza creatrice.

Raggiungibile a piedi dal Museo a cielo aperto di Goreme, la Devrent Valley è un insieme di formazioni di tufo molto particolari,  spesso antropomorfe e variamente interpretabili.

devrent

Se giungerete in questo luogo con una guida turca (tipo Mustafà), sicuramente verrete obbligati ad indovinare quali siano gli aspetti che la lava ha (volontariamente!) donato al tufo. Essendo le formazioni rocciose molto numerose, potrà capitarvi di essere un tantino irritati da questi continui paragoni.

T-19

Ma al ritorno sicuramente ricorderete molto divertiti quella Mria Maddalena (o addirittura la madonna?) di tufo…incinta!

  • La Valle delle Rose (Güllüdere)

Mi riferisco in particolare alla Valle delle Rose, la valle che collega Goreme con il villaggio abbandonato di Cavusin.

rose-valley

Sfidare il caldo non sarà facile se, come noi, visiterete la Cappadocia i Agosto, ma lo spettacolo che vi si aprirà davanti vi ripagherà della fatica, lasciandovi senza parole, lasciandovi nel silenzio della bellezza.

Guarderete da una parte all’altra, incredule.. allora è vero, aveva ragione Antonio Tabucchi quando, in Viaggi ed altri viaggi, così scriveva:

La Cappadocia? E’ un incrocio tra il Grand Canyon e la Cappella Sistina, mi disse. Non si può resistere ad una definizione come questa.

Giungiamo a Cavusin, un vecchio,  sonnolento villaggio abbandonato raccolto attorno a una rocca traforata. Formato da antiche abitazioni scavate nella roccia, caratterizzato da un clima torrido. Entrare nei cunicoli attraverso le porte lasciate aperte ci servirà!

Cappadocia-cavusin
Cavusin

Sporgendosi sul canyon della Rose Valley si può vedere nitidamente il limite della Valle Rossa (o di Kizil).

 

Tornando a Goreme passerete probabilmente attraverso altre vallate, tutte facenti parte di Gòreme National Park, il magnifico parco nazionale.

La Valle Bianca, la Valle dell’Amore, la Valle del Miele, la Valle dei Piccioni, la Valle delle Spade, la Valle del Meskendir, ecc. ecc. ecc.

E’ proprio in questi luoghi che, per salvarsi dalle incursioni nemiche, gli abitanti si sono costruiti centinaia di rifugi sotterranei, vere e proprie città (Kaymakli, Ozkonak e Derinkuvu) che permettevano loro di rifugiarsi nel sottosuolo e di sopravvivere per mesi.

LE CITTA’ SOTTERANEE

Queste città sotterranee sono state molto utilizzate durante il periodo cristiano/bizantino e alcune camere furono adattate come templi.

  • Derìnkuyu

Gli studiosi parlano di 150-200 misteriose città sotterranee in Turchia: Derìnkuyu, letteralmente pozzo profondo, è la più grande e complessa.

mappa-di-derinkuyu

La scoperta della città sotterranea di Derinkuyu risale agli anni 60, quando l’apertura di una parete di una grotta svelò allora un nuovo insediamento, che si scoprirà esteso per oltre 80 metri di profondità, con almeno 11 piani «abitati» e sette chilometri di tunnel.

Derinkuyu
Derinkuyu

Gli studi collocano nell’VIII secolo a. C. l’origine di questa meraviglia nella roccia tufacea della Cappadocia, capace di accogliere 20 mila abitanti.

Una città attraversata da gallerie abbastanza larghe da farci passare carri e bestiame, in cui le gallerie collegavano case e magazzini, abitazioni e luoghi pubblici che si allargavano in piazze e strade.

All’interno un numero infinito di locali, cucine e stalle, frantoi e luoghi di culto, una «scuola» e perfino un «bar» per la mescita di bevande. Un mondo autosufficiente grazie a un fiume sotterraneo e pozzi d’acqua.

Essa si sviluppa per dodici piani (di cui 8 visitabili) sovrapposti nelle viscere della terra fino a una profondità di 85 metri , in cui uomini e donne vivevano in un labirinto di stanze che arrivavano a ospitare in epoca bizantina fino a 25 mila persone.

Derinkuyu-GALLERIE

Il complesso architettonico prevedeva magazzini, ambienti per la vinificazione e cantine, sale comuni, una chiesa e una scuola di teologia, pozzi di ventilazione, oltre a centinaia di vani abitativi e a chilometri di cunicoli e tubature per l’acqua.

  • Kaimakli.

Se non avete abbastanza tempo per recarvi a Derinkuyu, potete optare per la più piccola e vicina: Kaymakli.

KaymakliPiccina ma affascinante, Kaymakli rende bene l’idea della difesa e l’impressione claustrofobica di tutte le città sotterranee a coloro che non ne hanno mai vista una!

Di recente, nel 2013, vi è stata una spettacolare scoperta vicino a Nevsehir: una metropoli ipogea di 46 ettari di superficie. Finora gli scavi hanno raggiunto i 30 metri di profondità, ma le ricerche fanno ipotizzare che le strutture si spingano fino a oltre 100 metri di profondità. Di certo è uno dei maggiori ritrovamenti di tutti i tempi.


D +

Sciare in Cappadocia. In Turchia, nei pressi della Cappadocia, lo sci è una risorsa importante a livello turistico. Questo accade grazie a montagne alte quasi 4.000 metri, come per il vulcano Erciyes Dagi (3916 m), e a inverni con oltre 2 metri di precipitazioni nevose.

Film da vedere prima di partire per la CappadociaWinter Sleep. Il regno d’inverno. Vincitore della Palma d’Oro al Festival di Cannes, è una lunga (più di tre ore) poesia sul cuore umano e sulla natura. Il racconto del protagonista, un albergatore (ex attore di Istanbul) che gestisce con la moglie un albergo a Ughisar, si svolge in una Cappadocia invernale, inconsueta, alternando il candore del suggestivo paesaggio innevato all’oscurità dell’hotel scavato nella roccia.

 

Questo post è stato scritto con la fondamentale collaborazione di Laura e Giulia, che, oltre ad avermi prestato foto e ricordi, hanno fatto sì che io non abbandonassi la Cappadocia a se stessa.
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