RAJASTHAN

Il mio Rajasthan, in Agosto.

di Martina Fortunati

L’India. E andare in India per la prima volta.

Credimi, sarà dura.

jaisalmer
Il visto elettronico per l’india si ottiene facilmente dal 2018. Costa 129 dollari, si inseriscono i dati e si paga, dopo 3 giorni il visto arriva via mail. Vai su https://www.indiaonlineapplication.com/it/application

Sarà dura persino partire.

Se andare davvero… Quale regione dell’India scegliereQuando andare? Ma soprattutto come andare?

Perchè CON CHI andare lo sai già…vero? In caso contrario, vaglia attentamente tutte le possibilità e nella scelta, adotta filtri a maglie finissime. Se quello che resta non è soddisfacente: parti solo! 

Se ti trovi su questa pagina avrai già scovato milioni di PERCHE’ andare in India

…miliardi di però.

Per questo noi vogliamo dirti solo come e come non….

JAISALMER-INDIA-RAJASTHANNoi, ad esempio, non avevamo scelta.

Dovevamo andare in India; perché così ci suggeriva quell’intuizione testarda e positiva che spesso trascina la vita e che la trascina più in fretta se questa vita è particolarmente “single” o particolarmente “in coppia”.

Dovevamo andare in Agosto, perché questo era il periodo di ferie obbligate ogni anno.

Potevamo scegliere una zona dell’India, certo che sì…ma quale?

Facile! Per comprendere il lato insieme più maestoso, stravagante, catartico, originale e povero dell’India, dovevamo intraprendere un tour delle favolose città dei Maharaja.

jaisalmer-il-forte

Come viaggiare in India? Bè, il nostro stile di vita  ci impediva di scegliere un modo diverso rispetto a quello che già avevamo adottato per altre mete un po’ più “comode”: zaino in spalla, mezzi pubblici, cibo di strada e…

the cheapest hotel in the citycenter

Il Rajasthan è stato di gran lunga il viaggio più difficile che abbiamo intrapreso.

Il Rajastan è stato di gran lunga il ricordo migliore che conserviamo delle nostre vite.

DRITTE GENERALI

In Agosto, in qualunque città del Rajasthan fa un caldo bestiale. Spesso piove intensamente per un quarto d’ora; giusto il tempo di lasciarti polvere ed impiastricciamento addosso.

Spesso, da impiastricciato quale sei, dovrai toglierti le scarpe per entrare in un tempio, sfidando la tua ipocondria. KEEP CALM sarà un’esperienza esaltante, edificante, indimenticabile, meravigliosa.

In India in Agosto spesso piove (l’ho già detto?) e le città del Rajastan (Pushkar in primis) non hanno canali di scolo attrezzati. Non è difficile che tu possa ritrovarti tutta la m… dell’India fino alle caviglie (che ti assicuro, non è poca). Se non sei la persona meno schizzinosa del mondo o la più ZEN… fregatene del caldo, butta le infradito e indossa sempre scarpe rialzate e un minimo protette e KEEP CALM e sopporta i monsoni.

In Agosto, in Rasjastan, per quanto tu possa essere protetto o pieno di anticorpi, qualcosa ti succederà: un maldistomaco desueto, dissenteria, macchie della pelle sconosciute, bollicine non meglio identificate ecc.ecc.ecc.

Può essere che i medicinali che hai portato con te non facciano effetto, ma ricorda che il concetto di farmacia in Rajasthan corrisponde ad una baracca che vende pasticche “sciolte”. Se decidi di fidarti, come abbiamo fatto noi, butta giù con un po’ di acqua potabile e KEEP CALM e non pensarci finché non avrà fatto effetto.

In Agosto in India, fa un caldo bestiale. Svegliati all’alba e cerca di sfruttare le prime ore del mattino…la sera, in Rajastan, andare a letto prestissimo non ti costerà fatica. Non è Goa, non è il Kerala. La pazza gioia del Rajastan non è la notte, ma la preghiera dell’alba e il riposo pacificante della sera.

La notte del Rajastan, in particolare a Jaisalmer, non accende luci artificiali. Porta con te una torcia se decidi di rincasare dopo le 10.

STRADE-RAHASTHANRicorda che gli indiani non hanno la tua stessa percezione del contatto e degli odori. Ogni volta che prenderai un autobus pubblico ti troverai ben presto schiacciato come in una scatola di sardine, con passeggeri seduti in braccio e ai tuoi piedi.

Non disperare, ti abituerai. Cerca di abituarti, ti piacerà!

Gli indiani non hanno la tua stessa percezione del caldo e del freddo, ricordalo quando dovrai dormire su un treno indiano. Non salire in anticipo, morirai di caldo fino alla partenza. Successivamente, morirai di caldo nell’assenza di refrigerazione della terza classe, morirai di freddo nel condizionamento maldestro della prima.

Prima di arrivare in stazione fatti forza, potrebbe capitarti di scavalcare gli inquilini dei marciapiedi.

 

Vorrei dirti, come ho fatto per altri viaggi, di assaggiare qualsiasi cosa in qualsiasi luogo: non farlo! Sii sospettoso senza essere paranoico. Tra un sospetto e l’altro, tuttavia, un Lassi* assaggialo!

Vorrei dirti, come ho fatto per altri viaggi, di non preparare lo zaino come un paranoico. Di non isolare ogni coppia di indumenti in un sacchetto di plastica. Se non ti è di troppo impiccio, in India, fallo!

Perché una volta che il tuoAUTOBUS-INDIA-BUS zaino verrà afferrato e gettato nel portabagagli di un autobus pubblico indiano
non sai cosa succederà.

I miei vestiti, per esempio, erano diventati spugne per fango ed escrementi presenti sul fondo di un bagagliaio. Ho mantenuto la calma per lavarli con calma in ostello, ma, una volta arrivata, ho scoperto che la mia camera si allagava aprendo il rubinetto.

Ho pianto per la prima volta in vacanza. KEEP CALM.

Questa è la prima cosa che, per onestà intellettuale, ho il dovere di dire a chiunque sia deciso ad intraprendere un viaggio indipendente e backpacker in India o a chiunque sia en route. A chi, insomma, debba ancora vivere o stia vivendo tutto ciò.

Non meno onestamente tuttavia posso dire che, quando tornerete, una calma straordinaria si impadronirà di voi. E non sarà una calma “sopportante” come quella invocata da tutti i KEEP CALM disseminati in questo testo. Sarà una calma naturale, sgorgante dalla parte più profonda di voi: dalla vostra visione. Voi percepirete chiaramente di aver messo in pratica ciò che spesso, ne sono certa, affermate essere la vostra filosofia di vita.

L’India vi spoglierà, giorno per giorno, dell’importanza che attribuite alle “cose”, intese come beni materiali.

Molto di ciò che vi turberà profondamente, in Rajasthan, sarà un esempio della messa in pratica di una diffusa, sebbene poco seguita, teoria sul senso della vita. Per questo motivo, il termine filosofia in India coincide con darshana, la Visione.

L’India è l’unico luogo in cui potrete vedere la Filosofia zoppicare per le strade, bere l’acqua da un comune bicchiere nelle stazioni, lavarsi i panni nel Gange, spogliarsi della materia, morire di fame.

Se pensate che questo possa non piacervi, eliminate dai vostri social network frasi simili a “le cose importanti della vita non sono cose”, cambiate pagina, prenotate un viaggio diverso: in Thailandia, magari!

L’ESTREMA MAGIA DEL RAJASTAN

“Le cose belle amano nascondersi”

MURAGLIA-INDIANA
KUMBHALGARH

E’ questo il caso dell’India e del Rajasthan. Dietro alle dritte sopraccitate – che spaventano – è nascosta la perla più rara del mondo…o forse semplicemente l’unica vera perla della mia vita.

Non esiste un altro posto che ti faccia sentire davvero ALTROVE .

L’India è l’altrove.

Il Rajastan ne è l’apice.

SCIMMIE-RAJASTHAN

GALLERIA DI strade, persone, animali, odori, sapori, amore, famiglia, casa

 

BREVE CLASSIFICA DELLE CITTA’ DEL RAJASTHAN

JAIPUR: capitale e Città Rosa. Regali l’ Amber Fort e la muraglia che lo circonda, maestoso l’Hawa Mahal o Plazzo dei venti e che dire del Jantar Mantar, l’insieme dei 17 enormi dispositivi astronomici del Settecento… ma…

Mai avrei messo Jaipur in testa alla classifica delle città colorate del Rajastan, se quell’incredibile autista di TUC TUC non ci avesse condotti a GALTA: Il tempio delle scimmie.

JAIPUR-GALTA
JAIPUR

JAISALMER: un vero e proprio miraggio. Mai visto un posto simile. Jaisalmer è detta anche città d’oro poiché è costruita esclusivamente con pietre di arenaria gialla. La fortezza antica è arroccata su una collina e domina la città ai suoi piedi. Non limitarti a visitare l’interno delle mura. Il centro storico possiede bellissimi templi e un mercato davvero povero e disordinato e sporco: davvero tipico insomma! (drittina: evita gli ostelli dentro le mura se non sono lussuosi, e quindi se sono ostelli.).

jaisalmer1
JAISALMER

JODHPUR: hai presente la fortezza fatata (il Mehrangarh Fort), le case blu, i bambini sui tetti al tramonto con gli aquiloni? Hai presente le foto di McCurry? E’ TUTTO VERO!!! Non c’è città da cartolina così meglio della cartolina di Jodhpur!

Chiamata anche Città del Sole, perché rimane esposta alla luce 365 giorni all’anno, è CONSIGLIATISSIMA!!!

jodhpur-india-città-blu
JODHPUR

PUSHKAR: sacra, santa, romantica, vegana, drogata, danzante, purificante, malata, ammalante, fumata, fumante, acquosa, acquitrinosa, plumbea, polverosa, afosa, incantata, cantata, santona….Pushkar è TUTTO. Un aleph intorno a un lago. INCREDIBILE.

In Novembre a Pushkar si svolge la Fiera di Pushkar, in cui ogni anno si vendono e si acquistano più di 50000 capi di bestiame. La Pushkar Camel Fair

A Pushkar si trova l’unico santuario indiano dedicato al Dio della Creazione, il Brahma Temple. (drittina: ci sono le fogne a cielo aperto ad Agosto, con i monsoni…occhio alle scarpe che indossi!)

SAM_2576
PUSHKAR

UDAIPUR: la Città Bianca, nonché la più commerciale. Qui vi farete una vera doccia e un po’ di shopping, camminerete in ciabatte, mangerete senza esitazioni e non dovrete mantenere la calma, perché essa regnerà. Sarà perché vi è stato girato 007; Udaipur è la meta più commerciale della meta meno commerciale del mondo. Uscendo di casa, tuttavia, nessuno vi risparmierà lo sguardo perplesso di vacche sacre dai corni appuntiti.

UDAIPUR-INDIA
UDAIPUR, fiume Pichola

(prima ed ultima) 

AGRA: Agra è una città brutta, se non fosse che, piantato nel suo brutto centro, proprio nel bel mezzo di una discarica a cielo aperto, c’è il “creato dall’uomo” più bello dell’intero universo: per romanticismo il Taj Mahal supera persino l'”increato”. (Il mausoleo è stato costruito nel 1631 dall’imperatore Shan Jahan, in memoria della moglie).

Se Agra è la tua prima tappa, ti consiglio di chiudere gli occhi fino all’entrata ed entrare in India attraverso le porte del Taj Mahal. Sognerai di amare e amerai tutto il resto.

TAJ MAHALDopo anni dal rientro in Italia, dopo aver scelto, l’anno successivo, una vacanza facile come quella in Thailandia, mi trovo ancora con la voglia di tornare in Rajasthan.

La mia curiosità verso questa regione del mondo non si è placata. Questo è ciò che principalmente mi fa vivere sopra.

Powerless

Powerless è il nome di un documentario indiano del 2014, girato da Fahad Mustafa e Deepti Kakkar. Racconta la storia di due indani, Loha e Ritu, nella città di Kanpur, segnata dalla perenne mancanza di elettricità. 

powerless
Un’immagine da Powerless

Kanpur, in Powerless, è un microcosmo che evidenzia i problemi dell’India attuale: la crisi energetica, la responsabilità sociale delle grandi corporation nella questione del cambiamento climatico, la disponibilità degli abitanti a svolgere con naturalezza attività molto pericolose, a volte mortali, pur di sopravvivere.

Questo documentario può farvi entrare in quella parte dell’India a cui, diversamente, sarete sempre impreparati, prima di una partenza.

Powerful

hennè-indiaSenza luce, senz’acqua, senza beni; l’eleganza e il fascino delle donne indiane si manifesta in mille sfumature e in mille occasioni e sfida la loro condizione vitale svantaggiata. Le donne indiane, analfabete, sfruttate, disoccupate, stuprate, picchiate; sfoggiano tatuaggi all’henné o mehndi, i cui arabeschi decorano e intrecciano in modo sensuale mani e piedi, specialmente in occasione di matrimoni e cerimonie. E usano il kohl, un tradizionale eyeliner naturale che dona profondità agli occhi. Ma il tesoro prezioso della bellezza indiana si manifesta in tanti altri modi diversi, abbracciando canoni estetici sconosciuti a noi occidentali: la grandezza di un anello al naso, il numero di collane che ricoprono il petto nudo, i colori delle mollette tra i capelli, la forma dei tatuaggi sulla fronte, sul mento, sulle guance. Le vesti, coloratissime, che risaltano così tanto al fianco di noi turiste, strizzate nei nostri pantaloni beige.

SAM_2950

308180_10150269072518483_4293938_nù

Namaste

Il saluto indiano a mani giunte davanti al petto unisce i i punti di trasmissione dell’energia. Per questo è un vero saluto, che augura salute, anche corporea all’altra persona e che dall’altra persona riceve salute in quanto riconosce in lei le qualità divine che le appartengono e si inchina ad esse.

Quando si saluta una persona più anziana, invece, o uno yogi, o semplicemente una persona che si stima in modo particolare, il saluto diviene un vero e proprio inchino. Toccare i piedi di una simile persona serve a caricarsi della sua forza. Per questo farsi toccare i piedi da altri in segno di saluto è considerato un segno di generosità, perchè chi ci saluta in questo modo ci toglie energia, ci toglie forza.

Le Caste Indiane

10384898_10152593769638483_4088828149878081647_n

In India ci sono più di tremila caste e un numero ancora maggiore di sottocaste. Le caste più importanti sono sei:

I bramini, la casta più alta, tradizionalmente composta da sacerdoti e insegnanti, sono una piccola minoranza della popolazione indiana ma occupano posizioni chiave nella società, in parte un’eredità del colonialismo britannico.

I ksatriya, storicamente la classe militare, oggi sono soprattutto proprietari terrieri, meno importanti rispetto al passato. I vaisya, una volta soprattutto mandriani, agricoltori, artigiani e mercanti, oggi formano la classe media e costituiscono circa un quinto della popolazione indiana.

I sudra, la più bassa delle quattro antiche classi sociali (dette varna), oggi fanno parte delle caste riconosciute dal governo come “storicamente svantaggiate”.

Gli adivasi appartengono alle tribù indigene dell’India. Più del 95 per cento vive nelle zone rurali.

I dalit, letteralmente “oppressi”, “schiacciati”, sono la più bassa di tutte le caste, considerati intoccabili.

L’indiano più famoso del mondo, Mohandas Karamchand Gandhi era convinto che le caste riflettessero il genio della società indiana. Egli sosteneva che la società indù fosse riuscita a sopravvivere perché fondata sul sistema delle caste. Per Gandhi, il principio ereditario è un principio eterno. Cambiarlo significherebbe creare disordine.

Pur essendo un ammiratore del sistema castale, Gandhi pensava che non dovesse esserci una gerarchia tra le caste e che tutte dovessero essere considerate uguali.

Anche se la legge indiana proibisce la discriminazione di casta, il sistema cast10923678_10152593692478483_7663710389921631877_nale è ancora molto forte in India.

Sono trascorsi quasi settant’anni dal passaggio di poteri dal governo britannico a quello indiano nell’agosto del 1947.

Molte cose sono cambiate. L’India ha avuto un presidente dalit, K.R. Narayanan, e un ministro della giustizia dalit. L’ascesa di partiti politici dominati dai dalit e da altre caste subalterne è uno sviluppo importante e per molti versi rivoluzionario.

Ma secondo l’India human development survey, nel 2014 i matrimoni tra persone di caste diverse erano solo il 5 per cento del totale. Non solo.

Secondo il casellario giudiziale indiano, ogni sedici minuti un dalit è vittima di un reato commesso da un non dalit.

E, come sostiene Arundhati Roy, la democrazia non ha sradicato il sistema delle caste, ma l’ha consolidato e modernizzato. Il sistema delle caste viene difeso strenuamente dai più potenti. Secondo loro la casta è un collante sociale in grado di unire, oltre che di separare, popoli e comunità in modi interessanti e per certi versi positivi.

Nei testi all’origine dell’induismo, il cosiddetto “sistema delle caste” è noto come varnashrama dharma, il sistema dei quattro varna (colori, classi). Al di fuori di questi, vi sono le caste avarna: intoccabili, inguardabili, inavvicinabili, la cui presenza, il cui tocco, la cui stessa ombra sono considerati impuri e contaminanti dagli indù delle caste privilegiate.

“Per gli intoccabili”, scrisse B.R. Ambedkar in Annihilation of caste (L’eliminazione delle caste), “l’induismo è un’autentica stanza degli orrori”.

Ogni regione dell’India ha perfezionato una sua versione della crudeltà nei rapporti tra le caste fondata su un codice non scritto.

Oltre a dover vivere in zone segregate, gli intoccabili non potevano usare le stesse strade usate dalle caste privilegiate, non potevano bere dai pozzi comuni, non potevano entrare nei templi indù né accedere alle scuole delle caste privilegiate, non potevano coprire la parte superiore del corpo e potevano indossare solo certi tipi di abiti e di gioielli.

Alcune caste, come i mahar – la casta a cui apparteneva Ambekdar – dovevano legarsi una scopa alla vita per cancellare le orme impure che lasciavano dietro di sé. Altri dovevano appendersi una sputacchiera al collo per raccogliere la saliva impura. Gli uomini delle caste privilegiate godevano di diritti sui corpi delle donne intoccabili. L’amore è impuro. Lo stupro è puro. In molte parti dell’India funziona ancora così.

Come se il varnashrama dharma non fosse sufficiente, c’è l’aggravante del karma. Nascere in una casta inferiore è considerato una punizione per le cattive azioni commesse nelle vite precedenti. È come vivere scontando una condanna all’ergastolo. Gli atti d’insubordinazione possono condurre a un inasprimento della pena, che signiicherebbe un altro ciclo di rinascita come intoccabile o sudra. Quindi conviene comportarsi bene.
10919769_10152592172013483_4032473265927669093_o

 

Il Visto per l’India: velocissimo

Per andare in India abbiamo tutti bisogno di un visto turistico. A differenza degli anni passati, però, dal 2018 fare il visto per l’India è molto facile e veloce. Esiste infatti la possibilità di fare un visto elettronico on line, che di fatto trasforma il classico visto per l’india in una semplice autorizzazione all’ingresso in India, che arriva via mail e viene semplicemente stampata a casa.

visto-india-onlineLa procedura è semplicissima. Si compila il modulo sul sito www.indiaonlineapplication.com, si paga 129 dollari direttamente sul sito e dopo 3 giorni si riceve sulla propria mail personale il visto elettronico.

Vi abbiamo detto che andare in India per la prima volta non sarà facile, ma non certamente per questioni burocratiche.

La sanità pubblica in India

297041_10150269071373483_6898659_n
L’attesa di donne e bambini dal medico di base

Tra i problemi della sanità pubblica indiana, la cronica mancanza di medici è forse il principale. Il paese ha meno di un medico ogni mille abitanti, che è il numero minimo raccomandato dall’Organizzazione mondiale della sanità.

Nell’India rurale la situazione è ancora peggiore. Questa ca307711_10150269070933483_4312799_nrenza non sarà colmata a breve perché gli studenti di medicina, spinti da una cultura che privilegia l’iperspecializzazione, tendono sistematicamente a trascurare la medicina di base. Un esercito adeguato di bravi medici di famiglia ridurrebbe molto la pressione sul sistema sanitario, facendo calare il numero delle persone che hanno bisogno di ricovero o di cure specialistiche.

L’ayurveda

Ma in india esiste un altro tipo di medicina, la medicina tradizionale più antica al mondo, che riunisce filosofia di vita e conoscenza empirica: l’Ayurveda, la conoscenza (veda) di ciò che esiste e passa tra la nascita e la morte (ayuh).

Cos’è l’ayurveda? E’ innanzitutto una medicina mente-corpo, che non porta con se’ l’obiettivo di preservarci dalla morte, ma di mantenere in equilibrio il corpo fisico affinché la mente e l’anima possano svilupparsi pienamente.

Per i medici ayurvedici, vaidya,  non esiste distinzione tra fisico e psiche. Quando l’anima è tranquilla, anche testa, cuore e intestino si placano e viceversa.

Oltre duemila anni fa gli esperti di ayurveda hanno dipinto su foglie di palma versi in sanscrito contenenti tesi e ricette. Attorno all’anno zero si sviluppo in India un’elaborata catalogazione delle piante medicinali. Era la nascita dell’ayurveda, che viene insegnata ancora oggi in centinaia di università college e ospedali del subcontinente indiano.

Al contrario di quello che si potrebbe pensare, ogni medico ayurvedico con una formazione universitaria conosce le basi della medicina occidentale, che occupa un terzo del ciclo di studi. I medici ayurvedici non sono stregoni, nè scamani, nè folletti che curano con le spezie.

I pazienti con patologie gravi vengono sempre sottoposti ad un controllo di tipo occidentale. Cambia solo il concetto di salute, definita per l’ayurveda indiana come l’equilibrio tra le funzioni del corpo.

La parola d’ordine è sama. Ne’ troppo ne’ troppo poco, bensì secondo le esigenze di ciascuno. In questo modo le malattie vengono curate prima ancora che insorgano.

ayurveda-dosha-vata-pitta-kapha

I medici ayurvedici utilizzano, per diagnosticare e curare, l’antichissima dottrina dei tipi metabolici, il cui concetto di base è che ciascuno di noi nasconde, fino dalla nascita, un insieme di forze corporali: Vata Pitta Kapha. Questo mix da forma al fisico e al carattere. La malattia viene considerata come un distrurbo di questa sinergia individuale.

I medici individuano la costituzione fisica di base e il relativo squilibrio ponendo al paziente domande precise ed esaminando il corpo, sentendo il polso e soprattutto controllando la lingua.

medicina-ayurveda

L’ayurveda agisce in particolar modo sulle malattie croniche e la sua efficacia si vede soprattutto su quelle causate dal processo di civilizzazione. I medici ayrvedici sanno bene che molte malattie sono il risultato di un pluriennale crimine contro la ragione. Questo principio è uno dei capi saldi dell’ayurveda.

L’obesità in primis e le patologie causate dallo stress.

observation-tower-kumbhalgarh-fort-kumbhalgarh-rajasthan-indiaSAM_3264JAISALMERE-DESERT

 

SAM_3491

Il Lassi e il Bhang

Una deliziosa miscela di latte, zucchero, spezie e mandole. Questo è il famoso Lassi indiano, che troverete in ogni dove, ma che dovrete stare attenti ad assaggiare. State attenti al cibo di strada non bollito in India e a volte il Lassi può non esserlo. E state attenti a maggior ragione quando il Lassi viene trasformato nella sua versione strong: il BHANG LASSI.lassi

Con il nome Bhang, si intende una forma di cannabis, comunemente noto come hash, utilizzato normalmente e facilmente reperibile (e autorizzato dal governo) in India ed in particolare durante Holi, una festa indù primaverile e molto colorata. Spesso il Bhang viene mescolato al Lassi e bevuto a modi frappè per le vie dell’India. Facile che provochi un’intossicazione. Ve la sentite? Fossi in voi comincerei con un Lassi liscio.

Immagine 20105
La preparazione del Lassi in India


Questo post contiene tante informazioni. Ma, ciò che io e altri non sapremo mai dire meglio sulla prima volta in India è racchiuso nella descrizione che Tabucchi fa del Quartiere delle Gabbie a Bombay:

«Il Quartiere delle Gabbie era molto peggio di come me lo ero immaginato. Lo conoscevo attraverso certe fotografie di un fotografo celebre e pensavo di essere preparato alla miseria umana, ma le fotografie chiudono il visibile in un rettangolo. Il visibile senza cornice è sempre un’altra cosa. E poi quel visibile aveva un odore troppo forte. Anzi, molti odori

Antonio Tabucchi, Notturno Indiano

Annunci

5 pensieri su “RAJASTHAN

  1. I’ve been browsing on-line greater than three
    hours as of late, but I by no means discovered any fascinating article like yours.
    It is beautiful value sufficient for me. In my view, if all web owners and bloggers made just right content as you probably did, the net shall be much more helpful than ever before.

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...